La legittima difesa puo' essere invocata anche dai mafiosi? Cassazione annulla sentenza di condanna.

Storico l’esito a cui è giunta la Corte di Cassazione, V sezione penale, aconclusione della esasperata arringa tenuta dall’avvocato Dario Vannetiello.Infatti, nella storia giudiziaria mai era accaduto...

29 aprile 2021 21:05
La legittima difesa puo' essere invocata anche dai mafiosi? Cassazione annulla sentenza di condanna. -
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Storico l’esito a cui è giunta la Corte di Cassazione, V sezione penale, a
conclusione della esasperata arringa tenuta dall’avvocato Dario Vannetiello.
Infatti, nella storia giudiziaria mai era accaduto in precedenza che nell’ambito
di un processo per omicidio la Suprema Corte fosse giunta per ben tre volte ad
accogliere le doglianze formulate dalla difesa.
L’oggetto del procedimento era relativo all’omicidio di Polese Carlo avvenuto
in Ercolano in data 19.08.2003 e di cui è stato accusato il boss di Bartolomeo
Giorgio, già in precedenza condannato per appartenenza con ruolo verticistico al clan
Ascione.
Il Procuratore Generale, nel corso del suo lungo intervento, aveva invocato il
rigetto dei ricorsi, ma, alla fine, le penetranti argomentazioni illustrate dall’avvocato
Vannetiello, oggetto di ben otto distinti motivi di impugnazione, hanno finito per
convincere i Supremi Giudici sulla fondatezza delle critiche mosse alla sentenza
emessa dalla Corte di assise di appello di Napoli – III sezione penale -.
La decisione assunta appare clamorosa non solo perché trattasi del terzo
annullamento disposto, ma anche perché sono stati ritenuti insufficienti per
confermare la penale responsabilità le dichiarazioni di ben 13 collaboratori di
giustizia che all’unisono indicavano il Di Bartolomeo Giorgio quale esecutore.
Inoltre suscita straordinario interesse anche l’innovativo tema su cui si
fondava, tra l’altro, la linea difensiva portata avanti dal collegio formato dagli
avvocati Dario Vannetiello e Luigi Palomba. Negli scritti difensivi i penalisti hanno

sostenuto che la legittima difesa è invocabile anche da un camorrista, aspetto questo
pertinente al caso di specie atteso che l’esecuzione ai danni di Polese Carlo sarebbe
avvenuta allorquando costui, insieme ad altri quattro soggetti, era in procinto di
scavalcare il muro di cinta dell’abitazione di Di Bartolomeo per compiere un agguato
ai suoi danni.
I giudici capitolini, condividendo le diffuse ed articolate ragioni giuridiche
illustrate nei ricorsi hanno annullato la sentenza di condanna ad anni 20 di reclusione
imponendo un nuovo giudizio innanzi a diversa sezione della Corte di Assise di
Appello di Napoli.
Non solo.
L’incessante e certosino lavoro difensivo ora prosegue con il deposito
dell’istanza di scarcerazione atteso che, grazie ai plurimi annullamenti, la Autorità
giudiziaria potrebbe rilevare la scadenza dei termini di custodia cautelare, con
conseguente clamorosa remissione in libertà del ritenuto assassino.
Nei prossimi giorni si saprà se la difesa riuscirà a mettere a segno l’ennesimo
risultato positivo per l’imputato.

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