Irpinia, morsa sull’illegalità nel settore autoriparazioni: sigilli a capannoni e siti inquinanti
Blitz dei Carabinieri Forestali in tutta l'Irpinia: quattro denunce per scarichi illeciti, abusi edilizi e gestione di rifiuti pericolosi.
Continua senza sosta l’azione di contrasto ai reati ambientali in Irpinia. I Carabinieri delle Stazioni Forestali di Volturara Irpina e Forino, supportati dai militari dell’Arma territoriale, hanno portato a termine una vasta operazione di controllo mirata al settore meccatronico. Il bilancio è pesante: quattro persone denunciate a piede libero e il sequestro di strutture industriali e rifiuti speciali.
Officine "fantasma" e rifiuti pericolosi a Montefalcione
Il primo intervento è scattato nel comune di Montefalcione, dove i militari hanno sorpreso un artigiano di 49 anni intento a gestire un’attività meccatronica completamente abusiva. L’officina, priva di qualsivoglia autorizzazione ambientale, operava all’interno di un fabbricato di circa 100 metri quadrati, anch'esso risultato privo di titoli edilizi.
All'interno della struttura, i Carabinieri hanno rinvenuto un deposito incontrollato di circa 25 metri cubi di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi. Tra questi figuravano:
Oli esausti stoccati senza criteri di sicurezza;
Barattoli di diluenti;
Parti meccaniche intrise di oli lubrificanti.
L'intera area e il cumulo di rifiuti sono stati posti sotto sequestro penale per violazione del Testo Unico Ambientale.
Illeciti sismici e scarichi abusivi ad Aiello del Sabato
L’attività investigativa si è poi spostata ad Aiello del Sabato, rivelando uno scenario di illegalità ancora più vasto. Due imprenditori e il proprietario di un complesso industriale sono stati deferiti per aver realizzato immobili per circa 3.000 metri quadrati in totale assenza di permesso a costruire e, fatto ancora più grave, in violazione delle normative sismiche.
Sul fronte ambientale, è stato accertato che le acque di prima pioggia, provenienti dal piazzale dell’officina meccanica, venivano sversate direttamente nella rete fognaria pubblica. Lo scarico avveniva illegalmente, senza alcuna autorizzazione e, soprattutto, in assenza di una vasca di prefiltraggio, necessaria per evitare che residui oleosi e idrocarburi finiscano nel ciclo idrico comune.
Tolleranza zero per i reati ambientali
L’operazione si inserisce in una strategia coordinata dal Gruppo Carabinieri Forestale di Avellino, volta a tutelare il territorio irpino dall'inquinamento industriale e dall'abusivismo edilizio. I quattro soggetti coinvolti dovranno ora rispondere di abusivismo edilizio e scarico illecito di acque reflue industriali.