Iole e Clemente: vogliamo la verità sulla morte di Ginevra
“Ho provato a dire che forse era qualcosa legato al cuore, ma non mi hanno ascoltata”, racconta la madre.
Una tragedia che ha scosso Benevento e l’intera comunità campana. La piccola Ginevra, appena due mesi, è morta nella notte tra mercoledì e giovedì all’Ospedale San Pio di Benevento, poche ore dopo essere stata dimessa in seguito a una prima visita. La Procura ha aperto un fascicolo per chiarire eventuali responsabilità.
La nascita e il primo campanello d’allarme
Ginevra era nata il 22 gennaio e, subito dopo il parto, era stata trasferita al Monaldi di Napoli per un controllo cardiologico. I medici avevano parlato di un “piccolo soffio al cuore”, definito non preoccupante.
Secondo quanto raccontato dai genitori, Iole e Clemente, mercoledì sera la bambina appariva pallida e mostrava segnali che la madre interpreta oggi come possibili sintomi di un problema cardiaco.
“Ho provato a dire che forse era qualcosa legato al cuore, ma non mi hanno ascoltata”, racconta la madre.
La prima visita e le dimissioni
La piccola viene portata al San Pio per una crisi respiratoria. I genitori riferiscono ai sanitari il precedente problema cardiaco, ma — secondo la loro versione — non vengono eseguiti esami specifici sul cuore.
Vengono effettuati controlli di base: pulsazioni, pressione, analisi delle urine.
In un primo momento i medici avrebbero valutato un’osservazione più lunga, ma dopo gli esami decidono di dimettere la bambina, invitando i genitori a tornare a casa.
Il peggioramento improvviso
Una volta rientrati, Ginevra è sveglia ma piange e respira con difficoltà. Sono i nonni a notare un respiro “molto affannoso” e un colorito cadaverico, con le labbra leggermente violacee.
I genitori la riportano immediatamente in ospedale, questa volta al pronto soccorso. Qui i medici tentano la rianimazione per un’ora e mezza, con l’intervento anche di un cardiologo — figura che, secondo i genitori, non era presente nel reparto di Pediatria.
Nonostante gli sforzi, la piccola non ce la fa.
La richiesta dei genitori: “Non vogliamo una caccia alle streghe”
Iole e Clemente non cercano vendetta, ma verità.
“Non vogliamo fare una caccia alle streghe, vogliamo solo capire se ci sono responsabilità”, spiegano.
Il loro racconto mette al centro un tema delicato: l’ascolto dei genitori, spesso i primi a percepire segnali che non vanno ignorati, soprattutto quando si tratta di neonati.