Invidia e presunzione distruggono Cervinara: la politica non è un odio privato
Gli strateghi del nulla si fermino: lacerare amicizie e legami familiari per una lista elettorale è un insulto alla nostra storia sociale.
Esiste un confine invisibile ma inviolabile: quello della pace sociale e dell'armonia tra i cittadini, che nessuna poltrona vale la pena di calpestare. Eppure, a Cervinara, questo limite è stato spazzato via da una brama di potere cieca e sconsiderata. Quella che dovrebbe essere una festa della democrazia si è trasformata in una squallida caccia all’uomo, dove l’unico obiettivo è riempire caselle vuote in liste nate morte, distruggendo nel contempo legami familiari e amicizie decennali.
La responsabilità dei "pupari" e dei complici
Dietro questa frenesia si muovono i soliti pupari, registi di un teatro dell'odio alimentato da invidia e risentimento. Stanno raschiando il fondo del barile, cercando candidati non per il loro valore o per le loro idee, ma solo per strappare un pugno di voti ai parenti o ai vicini di casa. Ma chi si presta a questo gioco non è una vittima: è complice. Chi accetta di fare da comparsa in questo sfacelo porta sulla coscienza il peso di una comunità che si sta sgretolando.
Un deserto sociale per i nostri figli
Cervinara non può permettersi questo lusso. Le elezioni passano, le poltrone cambiano padrone, ma il veleno iniettato nelle famiglie resta. Stiamo condannando i nostri figli e i nostri nipoti a vivere in un paese lacerato, dove il confronto è sostituito dal sospetto e la stima dal rancore. È questo il fardello che volete lasciargli in eredità? Un tessuto sociale completamente distrutto per un’ambizione elettorale senza visione?
I padri nobili della politica cervinarese, quelli che hanno lottato per il bene comune e non per il proprio ego, oggi proverebbero solo vergogna di fronte a questo spettacolo indecoroso.
L'ultimo appello: fermatevi finché siete in tempo
La politica ridotta a mera conta numerica è la negazione della politica stessa. Fermatevi. C’è ancora un briciolo di spazio per la dignità. Rinunciate alla logica delle fazioni contrapposte a ogni costo e restituite a Cervinara la possibilità di una competizione sana, basata sui programmi e non sul ricatto affettivo o sulla distruzione dei rapporti personali.
Distruggere il paese per governarne le macerie non è una vittoria: è il fallimento morale di un'intera classe dirigente.