Inquinamento Sarno: sequestro e denunce in un opificio di Serino

I Carabinieri Forestali hanno denunciato la titolare di una conceria a Serino per gestione illecita di rifiuti pericolosi e violazioni ambientali.

A cura di Redazione
07 maggio 2026 09:14
Inquinamento Sarno: sequestro e denunce in un opificio di Serino -
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Nell’ambito delle attività di controllo per il contrasto all’inquinamento del fiume Sarno, i Carabinieri del Nucleo Forestale di Serino e dell'Arma territoriale hanno deferito in stato di libertà alla Procura di Avellino, nella giornata di ieri, una imprenditrice cinquantottenne accusata di stoccaggio illegale di rifiuti speciali e pericolosi. L'operazione, condotta in sinergia con l'Autorità Giudiziaria, ha permesso di individuare gravi inadempienze all'interno di un opificio locale dedito alla concia e alla raffinazione delle pelli, dove venivano ignorate le norme vigenti sulla tutela del territorio.

L’ispezione condotta dai militari ha portato alla scoperta di circa settanta fusti in plastica stoccati abusivamente nei locali della ditta, contenenti oli esausti e altri liquidi chimici derivanti dai processi di lavorazione industriale. Gli accertamenti hanno rivelato che l’imprenditore non disponeva di alcuna documentazione che attestasse la tracciabilità e il corretto smaltimento di tali sostanze nocive, configurando così un rischio concreto per l’ecosistema circostante e violando apertamente il protocollo previsto per la gestione dei rifiuti speciali.

Oltre alla gestione arbitraria dei reflui chimici, le forze dell'ordine hanno riscontrato il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nell’Autorizzazione Unica Ambientale. Nello specifico, il titolare dell’attività non effettuava i periodici controlli analitici richiesti dalla legge per quanto riguarda il monitoraggio delle acque di seconda pioggia e delle emissioni gassose liberate in atmosfera. Questa negligenza amministrativa ha aggravato la posizione della donna, evidenziando una condotta sistematica di disinteresse verso i parametri di sicurezza ambientale imposti per mitigare l'impatto industriale nell'area fluviale.

A seguito delle irregolarità emerse durante il sopralluogo, i Carabinieri hanno proceduto a elevare due sanzioni amministrative per un valore complessivo di cinquemila euro, oltre alla segnalazione penale inoltrata alla magistratura competente. Gli inquirenti hanno confermato che i servizi di monitoraggio e pattugliamento proseguiranno con intensità anche nei prossimi giorni lungo l'intero bacino del Sarno, con l'obiettivo di tutelare la salute pubblica della collettività e di preservare l'integrità del patrimonio naturale locale da ulteriori fenomeni di sversamento illecito.

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