Incendio di Airola, U.Di.Con. chiede chiarezza: «Serve un tavolo urgente»
L'associazione dei consumatori sollecita risposte sulla gestione della Eco Energy dopo i precedenti sequestri e chiede un piano regionale per prevenire nuovi rischi
L'incendio che ha interessato l'impianto di stoccaggio rifiuti Eco Energy di Airola continua a sollevare interrogativi e preoccupazioni nella Valle Caudina. Dopo la nube di fumo nero che si è propagata sul territorio e le raccomandazioni rivolte alla popolazione dall'ASL di Benevento, sulla vicenda interviene anche U.Di.Con. Campania, che chiede alle istituzioni chiarezza immediata e un confronto interistituzionale.
L'associazione dei consumatori ha annunciato di aver inviato una richiesta formale via PEC al Comune di Airola, ad Arpac Benevento, alla Regione Campania, al Centro Funzionale Multirischi e alla Direzione Difesa Suolo e Protezione Civile Regionale.
Al centro dell'iniziativa c'è soprattutto la necessità, secondo U.Di.Con., di ricostruire la storia dell'impianto e capire cosa sia accaduto dopo i precedenti provvedimenti di sequestro.
L'associazione richiama in particolare i sequestri del 2018, 2022 e 2024 e chiede di fare chiarezza sulla gestione dei rifiuti e sulle misure di sicurezza adottate nel corso degli anni.
«Non è più tollerabile»
Per U.Di.Con. Campania la situazione avrebbe ormai superato il livello della semplice emergenza.
La presidente regionale Anna Della Mura definisce quanto accaduto il 31 agosto «la cronaca di un rischio annunciato», richiamando le risultanze degli accertamenti effettuati sull'impianto nel 2024.
Secondo quanto riferito dall'associazione, in quella circostanza Arpac avrebbe rilevato quantitativi di rifiuti fino a 70 volte superiori al limite autorizzato, materiali stoccati direttamente a contatto con il terreno e importanti criticità relative alla sicurezza antincendio.
Elementi che, alla luce dell'incendio, rendono ancora più urgente una ricostruzione puntuale di quanto avvenuto negli anni successivi.
«Non possiamo più parlare di emergenza, ma di una falla strutturale nella gestione del rischio ambientale e industriale in Campania», sostiene Della Mura.
L'associazione richiama anche le indicazioni dell'ASL di Benevento, che durante l'emergenza ha invitato la popolazione a rimanere in casa, mantenere chiusi porte e finestre e spegnere i condizionatori.
La richiesta di un tavolo interistituzionale
U.Di.Con. non si limita a chiedere chiarimenti sul caso di Airola.
L'associazione sollecita infatti l'istituzione urgente di un tavolo di confronto interistituzionale e tecnico che coinvolga Regione, Arpac, ASL, Protezione Civile, enti locali e rappresentanze dei cittadini.
L'obiettivo sarebbe quello di analizzare le cause e le conseguenze dell'incendio, compresi gli eventuali effetti nel medio e lungo periodo, ma anche di individuare strumenti più efficaci per prevenire situazioni analoghe.
Una richiesta che arriva in un momento nel quale la popolazione della Valle Caudina chiede soprattutto informazioni certe sui possibili effetti dell'incendio e sulle condizioni ambientali del territorio.
Un piano regionale per i siti a rischio
Tra le proposte avanzate dall'associazione c'è anche un piano organico di prevenzione a livello regionale.
U.Di.Con. chiede una mappatura aggiornata dei siti a rischio, controlli preventivi rafforzati, sistemi di allerta precoce e campagne di informazione rivolte ai cittadini.
L'obiettivo dichiarato è evitare che l'intervento delle istituzioni arrivi soltanto quando l'emergenza è già esplosa.
«Serve una mappatura trasparente dei siti a rischio, controlli veri e un sistema di allerta precoce che tuteli i cittadini. Non aspetteremo il prossimo rogo», afferma Della Mura.
La paura della Valle Caudina
A rappresentare la preoccupazione del territorio è anche Maria Pia Meccariello, rappresentante zonale U.Di.Con. Airola.
«I cittadini della Valle Caudina hanno paura», afferma, richiamando la nube nera che si è alzata dall'impianto e l'odore acre percepito in diverse zone.
L'associazione sta raccogliendo, fa sapere Meccariello, segnalazioni, disagi, referti e testimonianze dei cittadini.
Da qui la richiesta alle istituzioni di spiegare quali interventi intendano adottare per mettere in sicurezza l'area.
Una richiesta che guarda oltre l'emergenza
La posizione di U.Di.Con. introduce quindi un tema che va oltre la gestione dell'emergenza attuale.
Una volta terminata la fase più critica dell'incendio, sarà necessario ricostruire con precisione la storia dell'impianto, verificare gli atti, i provvedimenti adottati, i controlli effettuati e gli interventi eventualmente eseguiti.
Senza anticipare conclusioni sulle responsabilità, che spettano agli organi competenti, resta una necessità: capire cosa sia stato fatto prima che il fuoco trasformasse una situazione già problematica in una nuova emergenza ambientale per la Valle Caudina.
Ed è proprio su questo terreno che U.Di.Con. chiede ora un confronto diretto con le istituzioni.
Non soltanto per conoscere cosa sia accaduto ad Airola, ma per capire quali strumenti esistano oggi per evitare che possa accadere nuovamente altrove.