Il Premio Corsi-Lombardi incorona Massimo Franco nel borgo di San Lorenzello

A Palazzo Massone il trionfo del giornalismo d’inchiesta con i segreti geopolitici tra Washington e il Vaticano raccontati dall'editorialista.

11 luglio 2026 08:26
Il Premio Corsi-Lombardi incorona Massimo Franco nel borgo di San Lorenzello -
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Nella storica cornice di Palazzo Massone, nel cuore dell’antico borgo di San Lorenzello in provincia di Benevento, l'Ente Culturale San Lorenzo Martire – Nicola Vigliotti ha celebrato l'appuntamento conclusivo della prima edizione del Premio Nazionale di Giornalismo "Ermanno Corsi - Giacomo Lombardi". L’evento, svoltosi sotto il prestigioso patrocinio morale del quotidiano Il Mattino, ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e attento, riunito per assistere al conferimento del riconoscimento all'editorialista del Corriere della Sera Massimo Franco, autore di un'apprezzata e discussa inchiesta sui legami oltretevere.

Il fulcro della serata è ruotato intorno alla presentazione dell'ultimo saggio del giornalista premiato, intitolato "Papi, dollari e guerre. Il potere dell’America in Vaticano dai tabù del passato a Leone XIV", edito da Solferino. La Commissione scientifica e organizzativa del premio, guidata da Alfonso Guarino, Luciano Lombardi d’Aquino, AnnaRita De Feo, Aldo Balestra e Pierluigi Melillo, ha voluto riconoscere il valore profondo di un'opera capace di rompere gli schemi narrativi tradizionali e di gettare nuova luce sui complessi equilibri geopolitici contemporanei che legano la Casa Bianca e le stanze vaticane.

Il volume accompagna lettori e lettrici lungo oltre un secolo di Storia per approdare a un cruciale e recente retroscena avvenuto nel cuore di Roma, precisamente all'interno del blindatissimo Collegio Pontificio Nordamericano. Attraverso testimonianze inedite, l'autore ha magistralmente ricostruito le dinamiche di una sorta di pre-Conclave dei cardinali statunitensi, spiegando come e perché sia ormai definitivamente caduto il vecchio tabù che faceva apparire impossibile l’elezione di un pontefice yankee.

Questa prima edizione del premio non si è configurata soltanto come una passerella culturale, ma ha lanciato un messaggio forte sul ruolo dell'informazione e delle identità locali. Nelle parole degli organizzatori emerge la chiara volontà di mantenere uno sguardo fortemente rivolto al futuro della professione giornalistica, celebrando al contempo i grandi maestri del passato e valorizzando lo straordinario scrigno di bellezza, storia e cultura che caratterizza le aree interne del nostro Paese.

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