Valle Caudina: il treno arriverà davvero a Napoli o si fermerà a Cervinara?
E pensare che negli anni '70 la Freccia del Molise su questa tratta toccava 85 km/h. Dopo 50 anni, per un treno che viaggia a 80 km/h, si parla di svolta tecnologica: siamo seri!
Sotto il sole di luglio, il viaggio di ricognizione del treno della Valle Caudina si è concluso ieri con l'ultimo selfie di rito e una scia di pesanti interrogativi. L'evento, che avrebbe dovuto celebrare la rinascita di una tratta ferroviaria strategica per il territorio, si è trasformato in un palcoscenico di grandi assenze e nodi tecnici irrisolti. Nonostante i sorrisi dei pochi presenti, il convoglio ha mostrato i limiti di un'infrastruttura ancora ben lontana dal traguardo finale. La corsa si è fermata bruscamente a Cervinara, lasciando i pendolari della tratta con l'amaro in bocca e la netta sensazione che la vera normalità sia ancora un miraggio lontano, fissato ottimisticamente a marzo 2027.
A far rumore, ben prima dello sferragliare delle ruote sui binari, è stato il silenzio assordante delle istituzioni e dei vertici aziendali. L'assenza del presidente dell'Eav, Umberto De Gregorio, ormai prossimo alla scadenza del mandato, ha pesato come un macigno sulla giornata. Al suo fianco mancavano la gran parte dei sindaci della Valle Caudina, i rappresentanti della deputazione regionale e nazionale, e persino quegli attivisti che per anni hanno consumato il fiato per chiedere la riapertura della linea. In questo vuoto istituzionale, l'unica eccezione sono state le presenze del consigliere regionale Pellegrino Mastella e del sindaco di Benevento Clemente Mastella, presenze che non bastano a coprire il passo indietro di una classe politica che sembra voler evitare di metterci la faccia prima del tempo.
I dubbi tecnici d'altronde restano sul tavolo e qualcuno in casa Eav dovrà prima o poi spiegare perché la ricognizione non sia proseguita verso Napoli. La verità che emerge dai binari parla di lavori tutt'altro che terminati, con un impianto tecnologico ancora da completare nella tratta cruciale tra Arpaia e Cancello. Come se non bastasse, la geologia della zona continua a fare paura. Lungo la tratta tra Arpaia e Santa Maria a Vico persistono criticità legate a piccoli movimenti legati alle caratteristiche morfologiche che impongono un monitoraggio continuo, un fattore di rischio che frena gli entusiasmi e mette in luce la fragilità di un percorso che necessita di interventi strutturali ben più profondi.
C'è poi una questione di prospettiva storica che ridimensiona i toni trionfalistici di queste ore riguardo alla velocità del nuovo corso. Gridare al miracolo per un treno che nel 2027 toccherà gli 80 chilometri orari appare quasi paradossale se si guarda al passato di questa ferrovia. Già negli anni sessanta, la celebre Freccia del Molise collegava Campobasso a Napoli sfrecciando in alcuni tratti a ben 85 chilometri orari. Mezzo secolo dopo, quella che viene contrabbandata come un'innovazione tecnologica d'avanguardia si rivela essere, conti alla rovescia alla mano, un modesto ritorno a standard prestazionali già ampiamente superati dal passato.
Messi da parte i facili entusiasmi della giornata e la pur gradita visita a Cervinara dell'onorevole Mastella, la priorità assoluta resta quella di tenere fede agli impegni presi per il futuro della tratta. Quel vuoto di rappresentanza notato lungo i binari suona allora come un richiamo alla cautela, quasi un passo in avanti per non anticipare i tempi di un'opera ancora in divenire. L'augurio del territorio è che la prudenza odierna si traduca in un lavoro silenzioso e concreto, per evitare che a marzo 2027 i cittadini e la folta comunità dei pendolari debbano fare i conti con considerazioni poco gradevoli sullo stato del trasporto locale.
Fact Check
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Verificato il: 10 luglio 2026