Il fermo del super boss in gonnella, Maria Licciardi

Seppur sopranominata “a peccerella”, dagli inquirenti della direzione distrettuale antimafia Maria Licciardi è collocata al vertice assoluto di quella che è da oltre trenta anni una delle organizzazio...

07 agosto 2021 16:08
Il fermo del super boss in gonnella, Maria Licciardi -
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Seppur sopranominata “a peccerella”, dagli inquirenti della direzione distrettuale antimafia Maria Licciardi è collocata al vertice assoluto di quella che è da oltre trenta anni una delle organizzazioni criminali d’Italia, la cosiddetta Alleanza di Secondigliano, frutto di una salda unione con le famiglie camorristiche Contini, Bosti e Mallardo. Questa mattina è stata oggetto di un articolato ed approfondito decreto di fermo, emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, che traccia la notevole ed attuale capacità a delinquere della donna. È stata fermata dagli inquirenti all’Aeroporto di Ciampino proprio mentre stava ancora una volta allontanandosi dall’Italia. Solo due anni orsono, fu destinataria della ordinanza di custodia cautelare che raggiunse ben 126 persone, con oltre 200 persone indagate. Allora Maria Licciardi non fu rinvenuta quando gli agenti bussarono alla sua porta; fu cercata ovunque nei giorni successivi, ma di lei nessuna traccia, tanto da legittimare a suo tempo la emissione del decreto di latitanza nei suoi confronti, ulteriore circostanza questa eloquente circa il suo spessore criminale.

Il boss in gonnella comunicò che intendeva contrastare le gravissime accuse a lei mosse, attribuendo il delicatissimo compito di difenderla nelle aule giudiziarie all’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli. Ed è proprio grazie al meticoloso lavoro difensivo che in data 11.07.19 si giunse ad un a decisione indubbiamente clamorosa. Infatti, il Tribunale del riesame di Napoli, in totale condivisione delle penetranti ed articolate questioni giuridiche sollevate dall’ avvocato Dario Vannetiello, nonostante l’imponente messe di prove esistente nei suoi confronti e la latitanza della donna, annullò in toto la ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti. E così, da allora Maria “a peccerella” è ritornata ad essere una donna libera sino a stamattina.

Quella di due anni orsono fu una decisione giudiziaria sorprendente, anche perchè la posizione di Maria Licciardi era aggravata pure dall’essere stata per ben due volte – nel 2003 e nel 2007 - già condannata proprio per aver diretto ed organizzato la medesima organizzazione delinquenziale.

Ma, ciò nonostante, fecero evidentemente breccia nei Giudici le ragioni di diritto e di fatto tracciate dal suo difensore con meticolosa cura, tanto da privare di effetto sia le prove intercettate in questi anni nei suoi confronti, sia la innegabile suggestione che sicuramente proviene dalle precedenti e gravi condanne nonché dalla latitanza di cui si rese protagonista sia nel 2019 come nel 2000, allorquando fu iscritta tra i latitanti più ricercati d’Italia.

Non è dato sapere quale sarà l’esito della recente ed importante inchiesta che ha raggiunto colei che è stata ritenuta tra le dieci donne più pericolose al mondo.

Oggi vi è un unico dato certo: Maria Licciardi non potrà per ora avvalersi, né in sede di interrogatorio di convalida, nè in sede di eventuale giudizio innanzi al Tribunale del riesame, delle sapienti tecniche dell’avvocato Dario Vannetiello avendo costui, oramai da due anni, deciso di assumere nuovi incarichi professionali solo innanzi alla Suprema Corte di Cassazione.

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