Il Cinipide avanza: la filiera del castagno campano è sotto assedio

L’associazione chiede alla Regione Campania un tavolo tecnico e interventi immediati per salvare la produzione e l’ecosistema locale.

A cura di Redazione
14 maggio 2026 17:25
Il Cinipide avanza: la filiera del castagno campano è sotto assedio -
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L'Unci AgroAlimentare ha denunciato questa settimana un critico peggioramento dell'emergenza legata al Cinipide del Castagno in tutta la Campania, sollecitando un intervento urgente alle autorità regionali. Il parassita sta colpendo i distretti produttivi di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno e l'area dei Monti Lattari, mettendo a serio rischio la stagione 2026. Per contrastare la crisi, l'organizzazione propone l'adozione immediata di una strategia coordinata che preveda il monitoraggio dei territori e il potenziamento della lotta biologica attraverso l'antagonista naturale Torymus sinensis.

La rapidità con cui l'infestazione si sta espandendo richiede una risposta istituzionale che non lasci spazio a incertezze o ritardi burocratici. Il presidente nazionale Gennaro Scognamiglio ha evidenziato come le segnalazioni provenienti dalle cooperative e dalle amministrazioni locali descrivano un quadro fitosanitario in netto deterioramento rispetto agli anni passati. Risulta fondamentale attivare un piano regionale che sappia coniugare il rilevamento sistematico delle galle con un sostegno concreto alle aziende agricole colpite, evitando che il danno economico si trasformi in un abbandono definitivo delle colture castanicole.

Le criticità maggiori si registrano attualmente nel Cilento e nell'area di Roccamonfina, dove la densità del parassita per rametto è aumentata in modo esponenziale colpendo zone precedentemente considerate marginali. Anche i distretti storici come quello della Castagna di Montella IGP e la zona di Montesarchio nel Sannio mostrano segnali di forte sofferenza, con le piante visibilmente indebolite nella formazione delle gemme. La situazione appare particolarmente allarmante sui Monti Lattari, dove in soli dodici mesi si è passati da sporadici avvistamenti a un vero e proprio stato di allerta territoriale che coinvolge i comuni di Pimonte e l'area del Monte Faito.

L'Unci AgroAlimentare ribadisce che il castagno rappresenta un pilastro non solo economico, ma anche ambientale e culturale per l'intero territorio campano e non può essere abbandonato a se stesso. La proposta di istituire un tavolo tecnico permanente mira a creare una sinergia operativa tra enti fitosanitari, distretti e organizzazioni agricole per coordinare i lanci dell'insetto antagonista e fornire assistenza tecnica ai produttori. Solo attraverso una mappatura precisa e una strategia di contenimento integrata sarà possibile preservare questo patrimonio d'eccellenza e garantire un futuro alle migliaia di famiglie che vivono della filiera castanicola.

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