Il Cardarelli riparte dai primari: 14 nomine per rilanciare la sanità del Sud

Una squadra rinnovata con un'età media di 55 anni e innesti da fuori regione per rendere l'ospedale di Napoli attrattivo e competitivo.

27 giugno 2026 17:39
Il Cardarelli riparte dai primari: 14 nomine per rilanciare la sanità del Sud -
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Negli ultimi diciotto mesi, l'Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli ha vissuto una profonda riorganizzazione dei propri vertici medici attraverso il conferimento di quattordici nuovi incarichi di direzione di unità operativa complessa. Il piano di rinnovamento si completerà ufficialmente il prossimo 1° settembre con l'insediamento di Maurizio Ferrara alla guida della Terapia Intensiva Post Operatoria per i prossimi cinque anni. Questa importante operazione di management sanitario, fortemente voluta dal direttore generale Antonio d'Amore, punta a restituire competitività al più grande ospedale del Mezzogiorno in un momento storico particolarmente complesso per l'intero sistema assistenziale nazionale.

La nuova classe dirigente del nosocomio napoletano si distingue per un profilo anagrafico equilibrato e dinamico, con un'età media complessiva che si attesta sui 55 anni. All'interno di questo quadro spiccano in particolare due nomine sotto la soglia dei cinquant'anni, che testimoniano una chiara volontà di investire su professionisti nel pieno della maturità scientifica e gestionale. Si tratta di Pasquale Gallo, a cui è stata affidata la direzione del reparto di Ostetricia e Ginecologia, e di Teresa Renda, che ha assunto la guida dell'unità di Pneumologia e terapia semintensiva respiratoria.

Un elemento chiave di questa strategia di reclutamento è rappresentato dalla forte capacità attrattiva che l'ospedale campano ha dimostrato di possedere anche nei confronti di professionisti provenienti da contesti sanitari tradizionalmente considerati all'avanguardia. Molti dei nuovi direttori hanno infatti deciso di lasciare altre regioni per sposare il progetto del Cardarelli, portando con sé un bagaglio di competenze maturate in realtà del Centro e del Nord Italia. L'arrivo di figure cresciute professionalmente in Toscana ed Emilia-Romagna conferma come la struttura napoletana stia tornando a essere un polo di riferimento competitivo su scala nazionale.

Questa inversione di tendenza riflette l'orgoglio e la missione fondamentale di un grande presidio della sanità pubblica, storicamente radicato nel tessuto sociale del territorio ma capace di guardare al futuro. Il completamento della squadra di primari serve a dare risposte concrete ai bisogni dei pazienti e a offrire stimoli continui ai medici più giovani che scelgono la sanità pubblica. L'obiettivo comune resta quello di difendere l'identità di una struttura aperta a tutti, in grado di garantire cure di alto livello e di valorizzare i talenti che decidono di dedicare la propria carriera all'assistenza ospedaliera.

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