Iavarone: «Tumori, la medicina di precisione parte dalla genetica»
A Benevento il professor Iavarone sulle nuove frontiere dell'oncologia tra dati clinici, genetica e terapie personalizzate.
La medicina di precisione sta cambiando il modo di studiare e affrontare i tumori, puntando sempre più sull'integrazione tra dati clinici, informazioni genetiche e risultati di laboratorio. È questo uno dei temi al centro della giornata di studio “Update in Medicina di Laboratorio – La precisione in medicina”, organizzata all'Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento, che ha visto tra i protagonisti il professor Antonio Iavarone, full professor dell'Università di Miami e vicedirettore del Sylvester Comprehensive Cancer Center.
Intervistato dal giornalista Alfredo Salzano, Iavarone ha sottolineato l'importanza di conoscere nel dettaglio le caratteristiche genetiche delle diverse forme tumorali. «Il motivo è l'estrema variabilità delle forme tumorali che vanno studiate prevalentemente secondo il loro dettagliato profilo genetico, in questo entra la Precision Medicine», ha spiegato.
Un approccio che assume un'importanza particolare nello studio dei tumori cerebrali, settore nel quale la ricerca sta approfondendo sempre di più le caratteristiche molecolari della malattia per individuare nuove possibilità terapeutiche. La conoscenza del profilo genetico e molecolare dei tumori consente infatti di orientare la ricerca verso strategie sempre più mirate e personalizzate.
La giornata di aggiornamento scientifico ha richiamato numerosi operatori sanitari e ha posto l'attenzione sulle trasformazioni della medicina contemporanea, sempre più orientata alla raccolta e all'integrazione di informazioni provenienti da ambiti diversi. Dati clinici, genetici e di laboratorio diventano così strumenti complementari per arrivare a diagnosi più accurate e a terapie maggiormente personalizzate.
Responsabile scientifico dell'iniziativa è stato il dottor Giovanni Pigna, medico patologo clinico dell'Ospedale Sacro Cuore di Gesù, che ha costruito il programma intorno al tema della Medicina di Precisione, coinvolgendo professionisti impegnati quotidianamente nella ricerca e nella pratica clinica.
Dopo gli interventi del direttore sanitario Maurizio Quici e del direttore amministrativo Giovanni Carozza, i lavori sono stati introdotti dal dottor Nicola Rosario Forte.
La medicina di precisione è stata declinata anche in ambito cardiovascolare. Il dottor Pigna ha illustrato le più recenti acquisizioni sui marcatori biochimici dell'aterosclerosi, con particolare attenzione alla Lipoproteina(a) e alla sua componente apo(a).
«Da una considerazione prevalentemente concentrata sul colesterolo LDL, come la storia dell'aterosclerosi ci ha insegnato, si è passati alla valutazione della componente apo(a) della particella di Lipoproteina(a)», ha spiegato Pigna, evidenziando il ruolo della componente genetica e l'importanza delle nuove metodiche diagnostiche nella valutazione del rischio cardiovascolare.
Spazio anche al rapporto tra oncologia, emostasi e rischio trombotico. Il dottor Giuseppe Vercillo, responsabile dell'Ambulatorio di Emostasi e Trombosi dell'Istituto Nazionale Tumori IFO Regina Elena di Roma, ha affrontato il tema dell'omocisteina e delle comorbidità vascolari nei pazienti oncologici.
Dai tumori cerebrali ai marcatori cardiovascolari, la giornata di Benevento ha messo in evidenza una direzione sempre più chiara della ricerca e della pratica clinica: utilizzare la grande quantità di informazioni oggi disponibili per comprendere meglio le malattie e individuare percorsi diagnostici e terapeutici più aderenti alle caratteristiche del singolo paziente.