Grand Hotel Taburno, la Regione pronta al comodato alla Comunità Montana

Errico porta il caso in Consiglio regionale: «Ora servono messa in sicurezza, regolarizzazione urbanistica e un progetto concreto di recupero»

23 settembre 2026 17:30
Grand Hotel Taburno, la Regione pronta al comodato alla Comunità Montana -
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Dopo anni di abbandono, vandalismi e furti, per il Grand Hotel Taburno potrebbe finalmente aprirsi una nuova fase. La Regione Campania ha manifestato la disponibilità a concedere nuovamente l’immobile in comodato d’uso alla Comunità Montana del Taburno, mettendo così sul tavolo uno dei passaggi amministrativi necessari per provare a rilanciare una struttura da troppo tempo lasciata ai margini.

La questione è arrivata direttamente in Consiglio regionale, durante il Question Time, su iniziativa del consigliere regionale Fernando Errico, che ha acceso i riflettori sulle condizioni dell’ex Grand Hotel, di proprietà della Regione e situato nel territorio di Bonea.

Una struttura che negli anni è diventata uno dei simboli del degrado di un patrimonio pubblico che attende ancora una destinazione e un futuro. L’immobile è stato interessato da atti vandalici e furti, puntualmente denunciati dalla Comunità Montana, mentre resta da affrontare anche il nodo della regolarizzazione urbanistico-edilizia, legato in particolare agli interventi realizzati in passato.

A ricostruire la vicenda in Aula è stato l’assessore regionale al Patrimonio e al Governo del territorio, Vincenzo Cuomo. La Regione aveva affidato il possesso del bene alla Comunità Montana già nel 1998. Successivamente l’Ente montano era stato individuato anche come soggetto attuatore di un intervento di riqualificazione edilizia finanziato con fondi regionali.

Ora, però, potrebbe arrivare un nuovo punto di partenza.

La Regione ha infatti dichiarato la propria disponibilità a formalizzare nuovamente il comodato d’uso dell’immobile alla Comunità Montana, accogliendo la richiesta presentata dall’Ente il 6 settembre 2025.

Un passaggio tutt’altro che formale: avere un titolo giuridico chiaro per l’utilizzo e la gestione dell’ex albergo potrebbe infatti consentire di mettere ordine nella situazione amministrativa e creare le condizioni per programmare gli interventi necessari.

«Il Grand Hotel Taburno non può continuare a essere un immobile abbandonato e vulnerabile», ha sottolineato Errico al termine del confronto. «La priorità è certamente la messa in sicurezza, ma parallelamente occorre costruire le condizioni amministrative e urbanistiche per restituire alla struttura una funzione e una prospettiva».

La sfida, però, è tutt’altro che semplice. Il recupero dell’ex Grand Hotel richiederà il coinvolgimento di più livelli istituzionali e una precisa suddivisione di compiti e responsabilità.

«È evidente – ha aggiunto Errico – che il recupero del Grand Hotel Taburno non può essere affrontato da un solo soggetto istituzionale. Sarà necessario lavorare in sinergia tra Regione, Comunità Montana e Comune di Bonea, definendo competenze, responsabilità e un percorso amministrativo chiaro».

Il primo passo sarà dunque quello di mettere in sicurezza l’immobile e garantirne una gestione formalmente definita. Poi bisognerà affrontare gli aspetti urbanistici e progettuali, individuando una concreta prospettiva per il futuro della struttura.

Dopo anni di degrado, il Grand Hotel Taburno torna così al centro dell’agenda istituzionale. La partita è nuovamente aperta: resta da capire se questa volta il confronto tra Regione, Comunità Montana e Comune riuscirà a trasformare l’ennesimo annuncio in un percorso concreto di recupero.

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