Governabilità e premio al 60%: ecco la riforma del governo

Addio vecchio Rosatellum, arriva lo "Stabilicum": ecco il piano di Meloni per blindare le Camere. Opposizioni pronte alle barricate.

26 febbraio 2026 21:44
Governabilità e premio al 60%: ecco la riforma del governo -
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La trattativa è stata una corsa a ostacoli, giocata sul filo del rasoio fino all'ultimo miglio. Tra veti incrociati e il timore costante che un solo dettaglio potesse far saltare il banco, il centrodestra ha rotto gli indugi. Come preannunciato da Giorgia Meloni lo scorso gennaio, la maggioranza ha depositato a Camera e Senato la riforma del Rosatellum, un progetto di legge di quaranta pagine che punta a riscrivere le regole del gioco democratico in Italia.

L'obiettivo dichiarato è uno solo: la governabilità. Per raggiungerla, la coalizione di governo introduce un robusto premio di maggioranza, ribattezzato ironicamente dai corridoi del potere lo "Stabilicum".

I cardini della riforma

Il cuore del provvedimento ruota attorno alla creazione di una "maggioranza parlamentare stabile". Ecco i punti chiave emersi dal testo:

  • Il Premio di Maggioranza: Un meccanismo che scatta per garantire alla coalizione vincente i numeri necessari a governare.

  • Il Tetto del 60%: Per evitare derive eccessive, il premio viene "calmierato": la forza vincente non potrà comunque superare il 60% dei seggi totali.

  • Articolazione tecnica: Tre articoli che modificano l’attuale impianto del Rosatellum, cercando di saldare il risultato delle urne alla tenuta della legislatura.

Muro contro muro: le reazioni delle opposizioni

Se la maggioranza celebra il ritrovato accordo, il clima tra i banchi dell'opposizione è già incendiario. Il Partito Democratico ha alzato le barricate ancora prima del deposito formale degli atti, definendo la riforma "irricevibile".

Ancora più duro il commento di Riccardo Magi (+Europa), che non ha usato mezzi termini parlando di una "legge truffa piena di schifezze". Al momento, però, il fronte delle minoranze appare frammentato: mentre il PD guida la carica, altre forze di opposizione mantengono una posizione più cauta, in attesa di leggere le virgole dei tre articoli che compongono il testo.

Il fattore stabilità

Il nome "Stabilicum" non è solo un gioco di parole, ma una dichiarazione d'intenti politica. Il centrodestra vuole evitare il rischio di governi tecnici o coalizioni "arlecchino", legando a doppio filo la riforma elettorale al progetto del Premierato. L'idea è semplice: chi vince la sera delle elezioni deve avere i numeri per governare cinque anni.

Il punto critico: La sfida ora si sposta nelle Commissioni Affari Costituzionali, dove il testo dovrà affrontare il vaglio degli emendamenti e il rischio di franchi tiratori, in quella che si preannuncia come la battaglia parlamentare più accesa della stagione.

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