Giustizia: «Una riforma per la libertà e il merito»
Riforma della Giustizia, a Telese Terme il fronte del “SÌ” si compatta: “Oltre gli slogan per una magistratura libera dalle correnti”
Non un semplice dibattito tecnico, ma una "battaglia di libertà". La sala Goccioloni di Telese Terme ha ospitato ieri, domenica 8 marzo, l'incontro pubblico “Le Ragioni del Sì”, un evento che ha chiamato a raccolta figure di spicco della politica nazionale ed europea, magistrati e avvocati per discutere la riforma costituzionale della giustizia in vista dell'appuntamento referendario.
L'eredità del 1946 e il valore della riforma
Ad aprire i lavori è stata Fiorenza Ceniccola (Segreteria Nazionale Forza Italia Giovani), che ha legato la ricorrenza dell'8 marzo al tema della democrazia: «Riformare la giustizia significa onorare il percorso iniziato nel 1946. Se oggi le donne occupano spazi nelle istituzioni è grazie a chi ha trasformato il diritto in una conquista di libertà».
Il dibattito ha mostrato un fronte trasversale, capace di superare gli steccati ideologici. L’on. Francesco Maria Rubano ha insistito sulla necessità di allineare l’Italia ai sistemi liberali europei, auspicando una magistratura libera dal peso delle correnti e centrata sul merito.
Separazione delle carriere e indipendenza
Il cuore del confronto è entrato nel vivo con l’intervento di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo. L'esponente PD ha invitato a superare i pregiudizi: «La separazione delle carriere è la naturale evoluzione del sistema accusatorio di Giuliano Vassalli. Molti di questi punti erano già nei programmi storici della sinistra».
Sul piano tecnico, l’avvocato Simona Barbone (Giunta UCPI) ha rassicurato sull’indipendenza del pubblico ministero, spiegando che la riforma punta a un reale equilibrio tra accusa e difesa, mentre l'avvocato Benedetta Masone ha difeso il sorteggio per il CSM come strumento per «sottrarre il governo della giustizia alle logiche spartitorie».
Certezza del diritto e fiducia
Il professor Ranieri Razzante e il magistrato Catello Maresca hanno arricchito la discussione ponendo l'accento sull'urgenza di restituire certezza del diritto e, soprattutto, fiducia ai cittadini, spesso smarrita tra le lungaggini e le opacità del sistema.
Le conclusioni sono state affidate a due voci di peso: Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione "Enzo Tortora", che ha ricordato il debito di civiltà verso le vittime di errori giudiziari, e il Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.
«La riforma non è un attacco ai magistrati – ha ribadito Sisto – ma un intervento per garantire che ogni cittadino si trovi davanti a un giudice realmente terzo e imparziale, come vuole la Costituzione».
Verso il voto
L’appuntamento di Telese segna l’inizio di una mobilitazione capillare in tutta la provincia. L’obiettivo degli organizzatori è chiaro: riportare il merito della riforma al centro del dibattito pubblico, lontano da slogan e contrapposizioni sterili, per preparare i cittadini al voto decisivo del 22 e 23 marzo.