Giornata delle bambine e delle ragazze: l’allarme UNICEF sui matrimoni precoci
Nel mondo una ragazza su cinque si sposa prima dei 18 anni. UNICEF rilancia l’impegno contro la violenza e per i diritti delle più giovani.
Oggi, 11 ottobre, si celebra la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze. UNICEF rilancia l’attenzione sui diritti delle più giovani e sull’urgenza di contrastare i matrimoni precoci, la violenza di genere e le discriminazioni che ancora limitano il futuro di milioni di ragazze in tutto il mondo.
Secondo i dati diffusi dall’organizzazione, circa una ragazza su cinque nel mondo viene data in sposa prima di aver compiuto 18 anni. Sono circa 650 milioni le donne e le ragazze oggi in vita che hanno vissuto un matrimonio precoce, mentre ogni anno oltre 12 milioni di ragazze si sposano prima della maggiore età: una ogni tre secondi.
Il fenomeno registra il tasso più elevato nell’Africa subsahariana, dove riguarda il 31% delle ragazze. Crisi umanitarie, conflitti e sfollamenti contribuiscono ad aggravare la situazione, aumentando l’esposizione delle più giovani ai matrimoni precoci, alla violenza sessuale e ai rischi per la salute materna.
Diritti negati e conseguenze sulla salute
Il matrimonio precoce rappresenta una grave violazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Per milioni di ragazze significa rinunciare alla scuola, avere meno possibilità di proteggere la propria salute e affrontare un futuro segnato da disuguaglianze, violenze e limitazioni alla propria libertà.
Le conseguenze possono essere profonde e durature, sia sul piano fisico sia su quello psicologico. Isolamento sociale, ansia e stress emotivo possono compromettere il benessere delle ragazze proprio in una fase delicata della crescita. UNICEF richiama inoltre l’attenzione sulla salute mentale delle adolescenti, in un contesto globale in cui l’autolesionismo rappresenta una delle principali cause di morte tra le ragazze dai 15 ai 19 anni.
Contrastare il fenomeno è possibile
Il matrimonio precoce non è un destino inevitabile. Gli interventi realizzati negli ultimi 25 anni dimostrano che il cambiamento è possibile: grazie agli investimenti nell’istruzione femminile, alle riforme legislative e alle misure di protezione sociale, sono stati evitati circa 68 milioni di matrimoni precoci.
Per UNICEF, la prevenzione passa innanzitutto dalla possibilità per ogni ragazza di continuare a studiare, dall’accesso ai servizi sanitari e sociali e da una maggiore protezione contro ogni forma di violenza. Fondamentale è anche il coinvolgimento delle famiglie e delle comunità per superare tradizioni e norme sociali dannose, promuovendo il rispetto dei diritti e l’autonomia delle ragazze.
La campagna UNICEF Italia: «Non restare in silenzio»
In occasione della Giornata internazionale, UNICEF Italia rinnova il proprio impegno anche attraverso la campagna «Non restare in silenzio», dedicata al contrasto della violenza di genere, con particolare attenzione alle ragazze adolescenti.
Con un nuovo visual, l’organizzazione promuove un’educazione capace di mettere in discussione gli stereotipi e superare i ruoli imposti, favorendo la piena realizzazione di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, in Italia e nel mondo.
«La violenza si previene prima che accada», sottolinea il presidente di UNICEF Italia, Nicola Graziano, evidenziando l’importanza di educare fin dall’infanzia al riconoscimento degli stereotipi, al rispetto dell’autonomia altrui e alla costruzione di relazioni fondate sulla libertà, sul consenso e sulla reciprocità.
Un percorso che deve coinvolgere sia la scuola sia i contesti extrascolastici, attraverso iniziative permanenti di informazione e sensibilizzazione sui temi dell’affettività e dell’educazione alle relazioni.
La Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze richiama così una responsabilità collettiva: garantire a ogni ragazza il diritto di scegliere, studiare, vivere libera dalla violenza e costruire il proprio futuro. Investire nelle bambine e nelle adolescenti significa proteggere i loro diritti oggi e contribuire a costruire una società più giusta, libera e rispettosa domani.