Genitori di Martina Carbonaro indagati per minacce ai parenti del killer: scatta il divieto

Il Gip impone braccialetto elettronico per i coniugi dopo il delitto di Afragola. Il legale: «Erano le parole disperate di un padre distruttore dal dolore».

05 agosto 2026 14:59
Genitori di Martina Carbonaro indagati per minacce ai parenti del killer: scatta il divieto -
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Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, Stefania Amodeo, ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di Marcello Carbonaro ed Enza Cossentino. I due sono i genitori di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa nel maggio del 2025 ad Afragola dall'ex fidanzato reo confesso Alessio Tucci. Per la coppia l'accusa è di minacce nei confronti dei familiari del giovane.

La decisione dell'autorità giudiziaria è stata intrapresa per impedire ai coniugi qualsiasi contatto o avvicinamento ai parenti di Tucci. Una misura contro cui si è espresso con fermezza il legale della famiglia Carbonaro, l'avvocato Sergio Pisani: «Rispetto il provvedimento, ma non posso condividerlo. Sul piano giuridico, le condotte contestate non integrano una reale minaccia penalmente rilevante e le frasi estrapolate dagli atti non erano accompagnate da alcun comportamento concretamente idoneo a intimidire o a coartare la libertà altrui: erano il tragico sfogo di un padre devastato dall'omicidio della figlia, pronunciato in uno stato di disperazione e profonda alterazione emotiva».

Il legale richiama la giurisprudenza della Corte di Cassazione, evidenziando come l'orientamento di legittimità preveda che la minaccia non possa essere desunta dal semplice tenore letterale delle parole usate, ma richieda un'effettiva capacità intimidatoria, ritenuta in questo caso del tutto assente. La difesa confida ora nel Tribunale del Riesame per ottenere la revoca della misura, affinché venga riconosciuta la differenza tra un momento di cieca sofferenza e una condotta penalmente perseguibile.

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