Futuridea, la civiltà contadina lancia la sfida al domani
Il successo della presentazione del libro di Carmine Nardone sulle masserie storiche come laboratori di sostenibilità per il Sannio.
Presso la Sala Conferenze del Polo di Innovazione Futuridea a Benevento, autorevoli esponenti del mondo accademico, agricolo e culturale si sono riuniti ieri per presentare il nuovo volume di Carmine Nardone intitolato “Masserie e vita contadina. La civiltà della terra contro l’oblio”, un’opera nata con l’obiettivo di trasformare la memoria storica delle aree interne in un modello di sviluppo sostenibile per contrastare l’abbandono delle campagne.
Il dibattito ha preso il via con una profonda analisi architettonica, storica e filosofica grazie ai prestigiosi contributi dei relatori presenti in sala, che hanno saputo contestualizzare l'opera oltre i confini della semplice ricostruzione locale. Attraverso gli sguardi della saggistica e dell'arte visiva, l'incontro ha messo in luce come le strutture delle masserie abbiano rappresentato per secoli il fulcro di un'organizzazione sociale complessa. Questa eredità non costituisce affatto un vuoto esercizio di nostalgia, bensì un serbatoio di valori fondamentali capaci di ridefinire il rapporto contemporaneo tra comunità umane e spazio rurale, offrendo risposte concrete alla crisi d'identità che oggi colpisce i piccoli centri del Mezzogiorno.
Nel corso della vivace discussione è emersa la pressante necessità di governare le transizioni ecologiche ed energetiche in atto senza compromettere le superfici agricole produttive, contrastando fermamente il fenomeno del consumo selvaggio di suolo attraverso il recupero prioritario delle aree già dismesse o degradate. I rappresentanti delle organizzazioni di categoria hanno evidenziato come la salvaguardia della terra sia l'unico vero baluardo contro lo spopolamento e la marginalizzazione economica delle zone interne, sottolineando che l'innovazione tecnologica deve camminare di pari passo con il rispetto del limite e la tutela del paesaggio agrario.
Durante le conclusioni, l’autore Carmine Nardone ha rivendicato con vigore il valore geopolitico e strategico del settore primario nel contesto globale contemporaneo, scosso da mutamenti climatici, pandemie e instabilità internazionali. Il presidente di Futuridea ha ricordato che la terra e la produzione di cibo sano rimangono beni a consumo obbligato indispensabili per la sopravvivenza stessa dell'umanità, come dimostrato dal crescente interesse dei grandi fondi d'investimento mondiali verso l'acquisto di suoli fertili. L'agricoltura, di conseguenza, cessa di essere considerata un retaggio marginale del passato industriale per riappropriarsi del proprio ruolo di pilastro fondamentale dell'economia del futuro.
Il momento più emozionante e partecipato della manifestazione si è concretizzato nel passaggio in cui il presidente ha voluto simbolicamente affidare il messaggio ideale del libro alle nuove generazioni di studiosi, agricoltori e cittadini. L'appello finale punta alla nascita di una nuova consapevolezza giovanile che sia in grado di custodire i saperi antichi della terra, migliorandoli attraverso le competenze moderne per vincere le sfide della sicurezza alimentare e della coesione sociale. Il lungo applauso del pubblico ha suggellato la riuscita di un evento che conferma la struttura beneventana come un autentico laboratorio permanente di idee per il riscatto del Sannio.
Fact Check
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Verificato il: 18 giugno 2026