Funerali Domenico: c’è Meloni.Autopsia:nessuna lesione cuore
Nola saluta il piccolo Domenico: presenti la Premier Meloni e il Cardinale Battaglia. I primi esami escludono lesioni esterne al cuore.
È il giorno del dolore e del silenzio per Nola. Alle 15, presso la Cattedrale, la città si stringerà attorno alla famiglia di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto a seguito di un trapianto di cuore. Un addio che vedrà una partecipazione straordinaria: attesa la premier Giorgia Meloni, mentre il rito sarà officiato dal vescovo Francesco Marino alla presenza del cardinale di Napoli, Domenico Battaglia, che ha accompagnato il piccolo fino ai suoi ultimi istanti di vita.
Smentita l'ipotesi del "taglio" sul ventricolo
Mentre la comunità si prepara ai funerali, arrivano i primi aggiornamenti sul fronte investigativo. Ieri si è conclusa la prima fase dell’esame autoptico, un passaggio cruciale durato tre ore e seguito da un imponente collegio di 25 periti e consulenti.
Le prime indiscrezioni tecniche portano una parziale rassicurazione, smentendo alcune voci circolate nelle ore successive al decesso. Il medico legale Luca Scognamiglio, consulente della famiglia, è stato chiaro:
"Non sono emerse lesioni al cuore nella fase dell'espianto. In particolare, non sembra esserci il taglio sul ventricolo di cui alcune fonti avevano parlato."
Questo primo riscontro esclude quindi un danno macroscopico evidente avvenuto durante il prelievo dell'organo, ma non chiude affatto il caso. L'indagine resta complessa e richiede tempi tecnici rigorosi per analizzare cosa sia realmente accaduto nelle sale operatorie e durante il trasporto del cuore.
Una presenza istituzionale e spirituale
La partecipazione della Premier Meloni e la vicinanza costante del Cardinale Battaglia (che amministrò l'estrema unzione al piccolo) sottolineano quanto questa vicenda abbia travalicato i confini della cronaca locale per diventare una questione di interesse nazionale.
Oggi è il momento della preghiera, ma dal 28 aprile la parola tornerà ai laboratori: i consulenti dovranno valutare i campioni anatomopatologici per capire se il decesso sia legato a rigetto, complicazioni chirurgiche o problemi pregressi dell'organo donato.