Funerali di Stato per Emma Bonino, l’ultimo saluto alla leader

L’Italia rende omaggio a una protagonista della politica e dei diritti civili: una vita di battaglie, dall’aborto all’Europa.

11 settembre 2026 13:31
Funerali di Stato per Emma Bonino, l’ultimo saluto alla leader -
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L’Italia si prepara a dare l’ultimo saluto a Emma Bonino, scomparsa all’età di 78 anni. Con la sua morte si chiude una delle figure più riconoscibili e combattive della politica italiana degli ultimi cinquant’anni, protagonista di battaglie che hanno attraversato la storia dei diritti civili, dell’europeismo e dell’impegno umanitario.

La notizia della scomparsa ha suscitato un vasto cordoglio nel mondo politico e istituzionale. Bonino lascia un’eredità politica difficile da racchiudere in una sola definizione: radicale, femminista, europeista, parlamentare, ministra, commissaria europea e instancabile attivista per i diritti umani.

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino entrò giovanissima nella politica e nel movimento radicale. Nel 1976 fu eletta per la prima volta alla Camera dei deputati, dando inizio a una lunga esperienza nelle istituzioni italiane ed europee.

Le battaglie che hanno cambiato l’Italia

Il nome di Emma Bonino è legato soprattutto alle grandi battaglie civili degli anni Settanta. Con i radicali partecipò alle campagne per la legalizzazione dell’aborto e alla mobilitazione referendaria, oltre alle iniziative contro il nucleare e per l’affermazione delle libertà individuali. La sua azione politica fu caratterizzata anche dalla disobbedienza civile e dalla scelta di portare temi considerati allora marginali al centro del dibattito nazionale.

Il suo impegno non si fermò ai confini italiani. Nel corso della sua carriera Bonino fu eletta al Parlamento europeo e, negli anni Novanta, entrò nella Commissione europea, occupandosi tra l’altro di pesca, tutela dei consumatori e aiuti umanitari. Fu inoltre protagonista di campagne internazionali contro la pena di morte, contro la fame nel mondo e per la giustizia internazionale.

Dalle istituzioni alla Farnesina

Nel 2006 entrò nel governo Prodi come ministra del Commercio internazionale e per le Politiche europee. Nel 2008 divenne vicepresidente del Senato, mentre dal 2013 al 2014 ricoprì l’incarico di ministra degli Esteri nel governo guidato da Enrico Letta.

Anche negli anni successivi Bonino rimase una presenza costante nel dibattito pubblico italiano. Con la nascita di +Europa proseguì la sua battaglia per l’integrazione europea e per una politica fondata sulle libertà individuali, sui diritti e sull’idea di uno Stato laico.

Una voce spesso scomoda, mai silenziosa

Emma Bonino è stata una protagonista capace di dividere, ma anche di ottenere rispetto ben oltre i confini della propria area politica. Le sue posizioni nette, il linguaggio diretto e la disponibilità a condurre battaglie impopolari ne hanno fatto una figura singolare della Repubblica.

Nel corso della sua vita politica ha conosciuto sconfitte elettorali, momenti di isolamento e importanti riconoscimenti istituzionali. Nel 2015 le fu conferito il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Ora, con la sua scomparsa, il Paese si trova a fare i conti con l’assenza di una voce che per decenni ha rappresentato una parte importante della storia politica italiana.

L’ultimo saluto a Emma Bonino sarà anche l’occasione per ripercorrere una vita interamente segnata dalla politica, dalle battaglie civili e dall’impegno per i diritti. Una storia personale diventata, nel tempo, parte della storia dell’Italia contemporanea.

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