Forum Amministratori, il saluto dell'Arcivescovo Accrocca
Carissimi,cercherò di essere essenziale, anche perché tra gli intenti degli organizzatori v’è l’obiettivo che in questi giorni non ci si perda in chiacchiere e passerelle. Ormai tre anni or sono, il 1...
Carissimi,
cercherò di essere essenziale, anche perché tra gli intenti degli organizzatori v’è l’obiettivo che in questi giorni non ci si perda in chiacchiere e passerelle. Ormai tre anni or sono, il 13 maggio 2019, con la lettera Mezzanotte del Mezzogiorno? i Vescovi della Metropolia beneventana davano avvio a un percorso che ha condotto infine alla giornata odierna, non senza vedere protagonisti anche molti altri vescovi di diocesi appartenenti a varie regioni del Paese: ne ho tracciato le fasi essenziali nell’Introduzione al volume Dove la vita non vuole morire. Per una pastorale delle Aree interne, edito dalla San Paolo e fresco di stampa. Nella sua Prefazione, il cardinale Gualtiero Bassetti afferma: «La Conferenza Episcopale
sostiene questo cammino, che vuol essere anche uno specifico contributo alla crescita globale del Paese». È in questo spirito che diamo ora inizio ai lavori del nostro Forum, giunto ormai alla sua terza edizione, sul tema Mobilità veloce e suolo lento. Un ponte per le Aree interne. Ho più volte ribadito e in più occasioni, che come Vescovi intendiamo anzitutto promuovere un metodo e offrire opportunità formative a quanti sono impegnati nella gestione della cosa pubblica o sono in procinto di farlo, e in maniera specifica a coloro che sono chiamati a operare in zone interne, affinché promuovano un’azione idonea a sostenere soprattutto i giovani intenzionati a restare nella propria terra d’origine. Per questo – com’è detto anche, a chiare lettere, nel depliant illustrativo di queste giornate –, nostro primo obiettivo è puntare a superare campanilismi ed egoismi territoriali in una visione incentrata sul bene comune e con una convergenza di obiettivi: siamo infatti pochi e con pochi mezzi a disposizione; dobbiamo inoltre fare i conti con l’aggravamento evidente delle condizioni di emarginazione e di isolamento, anche politico, delle nostre aree e con la mancanza di infrastrutture. Per questo perseverare in campanilismi ed egoismi territoriali vorrebbe dire stringersi da soli il cappio intorno al collo: chi persevera in tale politica o è incapace di vedere oltre il proprio naso o coltiva interessi che non sono quelli del bene comune. Nei prossimi giorni vogliamo mettere a fuoco il tema delle competenze e con esse della capacità delle istituzioni locali di proporsi con adeguata progettualità nel contesto delle scelte strategiche per lo sviluppo organico ed equilibrato del Paese. Vogliamo, cioè, dar vita a una convivialità delle competenze, che è anche una convivialità delle differenze, in una sinfonia che non omologa, ma raccorda intorno a un progetto comune. Mi fermo qui. Spero che i lavori che oggi hanno inizio risultino proficui e, soprattutto – è l’obiettivo primario di questo III Forum degli Amministratori –, contribuiscano a rinsaldare le relazioni tra noi e a rendere più solida la rete di contatti che è condizione necessaria perché i nostri sforzi giungano a buon fine. Atutti auguro, di vero cuore, buon lavoro.