Forestali Titerno: 7 mesi senza paga, è emergenza sociale
I lavoratori della Comunità Montana Titerno Alto Tammaro chiedono lo sblocco dei fondi regionali. Sindaci pronti alla mobilitazione comune.
La pazienza ha superato il limite di guardia. Gli operai forestali della Comunità Montana Titerno Alto Tammaro hanno rotto il silenzio, portando la loro disperata protesta direttamente ai sindaci del territorio. Il dato è drammatico: da ben sette mesi questi lavoratori non percepiscono lo stipendio. Una voragine economica che sta mettendo in ginocchio decine di famiglie, trasformando una vertenza sindacale in una vera e propria emergenza sociale.
L’incontro con le Fasce Tricolori
Nei giorni scorsi, su sollecitazione degli stessi operai, si è tenuto un vertice con i primi cittadini dell'area. L'obiettivo è chiaro: creare un fronte comune istituzionale che possa esercitare una pressione decisiva sulla Regione Campania.
"Non si tratta più di una semplice richiesta, ma di una necessità vitale," hanno dichiarato gli operai durante l'incontro. "Ringraziamo i sindaci per la disponibilità a fare squadra, ma ora servono fatti concreti per sbloccare i fondi."
La beffa dei tempi: rischio 10 mesi di attesa
Le indiscrezioni circolate nelle ultime ore non lasciano ben sperare per l'immediato: sembra infatti che i fondi regionali potrebbero non arrivare prima del mese di giugno. Se questa previsione venisse confermata, i forestali arriverebbero a cumulare ben dieci mensilità arretrate. Un orizzonte temporale definito "inaccettabile" da chi, ogni giorno, garantisce servizi essenziali per la collettività.
Un lavoro essenziale senza dignità
Gli operai hanno voluto ribadire il valore strategico delle loro mansioni, spesso ignorato finché non si verifica un'emergenza:
Tutela del territorio e della biodiversità.
Prevenzione del dissesto idrogeologico, vitale per le zone interne.
Salvaguardia dell’ambiente e manutenzione boschiva.
«Il nostro lavoro è fondamentale per la sicurezza di tutti. Proprio per questo chiediamo rispetto e dignità. Il diritto a ricevere regolarmente il proprio salario non può essere oggetto di trattativa o di ritardi burocratici infiniti», concludono i lavoratori.
La richiesta di mobilitazione
La vertenza ora punta ai piani alti. La richiesta è quella di una mobilitazione istituzionale immediata che coinvolga non solo le amministrazioni locali, ma anche i rappresentanti regionali e tutte le autorità competenti. La comunità montana non può più attendere: la dignità del lavoro e la sopravvivenza di decine di famiglie dipendono da una firma che tarda troppo ad arrivare.