Forestali in Campania: proclamato lo stato di agitazione
Ritardi nei pagamenti regionali bloccano le retribuzioni di centinaia di lavoratori, mettendo a rischio la sicurezza del territorio campano.
Le segreterie regionali di FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL della Campania hanno proclamato lo stato di agitazione per denunciare i gravi e prolungati ritardi negli accrediti destinati agli Enti Delegati del settore forestale. Questa mobilitazione, nata a seguito del mancato pagamento delle retribuzioni che prosegue da mesi nonostante numerosi confronti istituzionali, mira a sollevare le drammatiche condizioni economiche in cui versano centinaia di famiglie di lavoratori.
Il problema principale risiede nell'assenza di una necessaria variazione di bilancio, la cui approvazione è prevista solo per l'inizio del mese di maggio, impedendo concretamente l'avvio delle procedure di pagamento per il comparto. Tale impasse burocratica blocca di fatto la continuità retributiva e impedisce agli Enti Delegati di pianificare correttamente le attività stagionali essenziali per la prevenzione del dissesto idrogeologico e la tutela ambientale.
Il sindacato sottolinea come il lavoro forestale rappresenti un presidio fondamentale per la sicurezza del territorio, la cui efficacia viene compromessa dalla mancanza di risorse certe e di una programmazione stabile. È inaccettabile che attività di tale importanza strategica, che richiedono un costante presidio delle aree interne e una manutenzione idraulica continua, debbano subire le conseguenze di inefficienze amministrative che gravano esclusivamente sulla dignità dei lavoratori.
Le sigle sindacali chiedono con forza alla Regione Campania di accelerare l'iter burocratico, garantendo tempi certi per l'erogazione delle risorse e attivando un tavolo di confronto trasparente per una governance più efficace del settore. In assenza di risposte rapide e risolutive, le organizzazioni sono pronte a inasprire le forme di lotta per tutelare i diritti di tutto il personale coinvolto, ribadendo che la priorità assoluta resta la difesa della stabilità occupazionale e professionale del comparto.