Fondi PNRR, irregolarità sul Parco Agrisolare: due aziende irpine nei guai

Controlli della Guardia di Finanza nel Vallo di Lauro: contestate irregolarità su contributi PNRR per oltre 100mila euro.

01 ottobre 2026 11:29
Fondi PNRR, irregolarità sul Parco Agrisolare: due aziende irpine nei guai -
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Oltre 100mila euro di contributi pubblici finiti sotto la lente della Guardia di Finanza. È il bilancio dei controlli eseguiti dai militari del Comando Provinciale di Avellino, attraverso la Tenenza di Baiano, nell’ambito delle attività di contrasto alle frodi ai danni della spesa pubblica nazionale ed europea.

I controlli hanno riguardato, in particolare, i requisiti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la misura “Parco Agrisolare”, destinata a sostenere la realizzazione di impianti fotovoltaici nel settore agricolo.

Nel corso degli accertamenti, le Fiamme Gialle hanno individuato presunte irregolarità riconducibili a due aziende agricole del Vallo di Lauro, per un valore complessivo superiore ai 100mila euro.

Nel primo caso, secondo quanto emerso dalle verifiche, sarebbe stata riscontrata una commistione logistica e giuridica tra l'impresa agricola beneficiaria e una società terza, estranea al settore. I finanzieri avrebbero accertato l'utilizzo promiscuo della sede aziendale e dell'impianto fotovoltaico, circostanza che avrebbe determinato un'alterazione del reale fabbisogno energetico della struttura.

Secondo l'ipotesi investigativa, il meccanismo avrebbe consentito di aggirare il requisito dell'autoconsumo previsto dalla misura e di ottenere indebitamente un contributo di circa 70mila euro.

Il secondo controllo ha interessato un'altra impresa agricola, che aveva richiesto un finanziamento di oltre 29mila euro. In questo caso, i controlli documentali e i sopralluoghi effettuati dai militari avrebbero evidenziato l'assenza del requisito della ruralità fiscale dell'immobile sul quale erano stati installati i pannelli fotovoltaici.

A ciò si sarebbe aggiunta una questione di natura urbanistica. L'edificio, infatti, sarebbe stato interessato da una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) finalizzata alla trasformazione in abitazione residenziale, in apparente contrasto con la destinazione agricola richiesta per accedere all'agevolazione e da mantenere per almeno cinque anni.

Durante l'ispezione, l'azienda avrebbe inoltre manifestato l'intenzione di rinunciare al beneficio. Gli accertamenti, tuttavia, hanno fatto emergere gli elementi ritenuti rilevanti dagli investigatori.

Al termine delle attività, i titolari delle due imprese sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Avellino, con ipotesi di reato che comprendono la truffa e l'indebita percezione di erogazioni pubbliche.

Nel procedimento sono stati coinvolti anche i professionisti che hanno redatto le perizie e le asseverazioni relative ai due impianti. Nei loro confronti vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati di falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

Sul fronte amministrativo, per entrambe le imprese è stata avviata la procedura finalizzata alla decadenza totale dalle agevolazioni. La Guardia di Finanza ha inoltre trasmesso le segnalazioni al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) e al Gestore dei Servizi Energetici (Gse), per l'adozione dei provvedimenti relativi al blocco e al recupero delle somme eventualmente indebitamente percepite.

Restano inoltre in corso le valutazioni sugli eventuali profili di danno erariale.

L'operazione della Tenenza di Baiano si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo della Guardia di Finanza sulla corretta destinazione delle risorse pubbliche e dei fondi europei del PNRR, con particolare attenzione alle misure destinate alle imprese e al territorio.

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