Fisco:annullati 800mila euro di debito a imprenditore irpino
La Corte Tributaria accoglie il ricorso dei legali Colarusso e Guerriero: provata la totale estraneità alle violazioni della società.
Si chiude con una vittoria piena per un imprenditore originario dell’Irpinia la complessa vicenda giudiziaria che lo vedeva contrapposto all’Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale di Milano. Al centro della disputa, avvisi di accertamento per un valore complessivo di circa 800.000 euro, tra imposte, interessi e sanzioni, ora definitivamente annullati.
Il caso: l’accusa di coautore materiale
La vicenda trae origine da una verifica fiscale effettuata nei confronti di una società a responsabilità limitata (Srl). Secondo la ricostruzione iniziale del Fisco, l'imprenditore sarebbe stato il coautore materiale delle violazioni tributarie accertate a carico della società. Per questo motivo, l'Amministrazione Finanziaria lo aveva inquadrato come obbligato in solido al versamento delle somme dovute, insieme al legale rappresentante pro tempore dell'ente.
La strategia difensiva
Contro gli avvisi di accertamento è stato proposto ricorso dinanzi alla giustizia tributaria. La difesa del contribuente, affidata agli avvocati Sofia Colarusso e Federico Guerriero del Foro di Avellino, ha puntato con decisione sul difetto di legittimazione passiva.
Secondo i legali, l’Agenzia delle Entrate sarebbe incorsa in "macroscopici errori" di valutazione: Erroneo inquadramento: La difesa ha dimostrato, attraverso una corposa documentazione, la totale estraneità dell'imprenditore rispetto alla gestione e alle violazioni imputate alla società. Assenza di prove: È stata evidenziata la carenza di indizi "precisi e concordanti" che potessero giustificare la responsabilità solidale del ricorrente. Vizi procedurali: Sono state sollevate eccezioni relative alla violazione delle regole del giusto procedimento amministrativo e del fondamentale diritto di difesa.
La decisione della Corte
L'efficacia delle argomentazioni prodotte ha portato l'Amministrazione a rivedere i propri passi. La Corte Tributaria di primo grado di Milano, presi in esame gli atti e constatata l'insussistenza della pretesa impositiva nei confronti dell'imprenditore, ha emesso sentenza di estinzione del giudizio per cessata materia del contendere.
Con questa pronuncia, viene meno ogni efficacia impositiva nei confronti dell'imprenditore irpino, sancendo la fine di un incubo fiscale che rischiava di compromettere pesantemente il suo patrimonio personale e la sua attività professionale.