Firme digitali fantasma e società svuotate: in Campania nove indagati per truffa al fisco
Un'indagine svela un sistema fraudolento per nominare liquidatori all'insaputa degli interessati ed eludere le procedure di riscossione.
Le manovre illecite scoperte dalla Guardia di Finanza di Sala Consilina poggiano su un impianto accusatorio ben definito, finalizzato a eludere i controlli dell'amministrazione finanziaria attraverso la costituzione di verbali assembleari completamente artefatti. L'inchiesta ruota attorno all'uso fraudolento di firme digitali intestate a soggetti estranei alle vicende societarie, utilizzate sistematicamente per ratificare nomine di amministratori e liquidatori senza che questi ne sapessero nulla. Tra i casi più emblematici emersi dagli accertamenti spicca la posizione di un firmatario che risulta stabilmente all'estero addirittura dal 2016, circostanza che rende evidenti le incongruenze temporali e materiali delle sottoscrizioni contestate dagli inquirenti.
Il meccanismo fraudolento, coordinato secondo l'accusa nell'interesse dell'amministratore di fatto delle aziende coinvolte, aveva l'obiettivo strategico di rendere totalmente inefficaci le procedure di riscossione coattiva.
Al centro delle attenzioni investigative c'è una società con sede legale ad Atena Lucana, formalmente sciolta per la riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale attraverso passaggi documentali ritenuti falsi. Le contestazioni formulate dai magistrati della procura lucana non si limitano alla falsità materiale e ideologica negli atti pubblici, ma si estendono anche alle modalità di rilascio dei certificati digitali, ottenuti attestando falsamente l'identità di persone che non hanno mai autorizzato alcuna operazione. Il danno stimato all'Erario, calcolato tra imposte evase sui redditi, IVA, sanzioni e relativi interessi maturati nel tempo, si attesta complessivamente intorno ai centoventinquemila euro. Le perquisizioni eseguite nei giorni scorsi dai finanzieri sui dispositivi elettronici e sulla documentazione cartacea sequestrata offriranno ora ulteriori riscontri tecnici utili a delineare le singole responsabilità delle nove persone iscritte nel registro degli indagati, tra cui figura un professionista commercialista operativo nel territorio salernitano e otto residenti nel Vallo di Diano.