Ficomirrors, allarme per il futuro dello stabilimento di Morcone
Il trasferimento in Polonia della produzione degli specchietti per il Fiat Ducato, previsto dalla seconda metà del 2029, preoccupa istituzioni e sindacati. A rischio oltre 200 famiglie.
Si accende la preoccupazione per il futuro dello stabilimento Ficomirrors di Morcone, società del gruppo Ficosa, dopo la comunicazione della decisione aziendale di trasferire in Polonia, a partire dalla seconda metà del 2029, la produzione degli specchietti destinati al Fiat Ducato di Stellantis, attualmente realizzata nel sito sannita.
Una prospettiva che mette in allarme i lavoratori, le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali e regionali, per le possibili ripercussioni sui livelli occupazionali e sull'economia dell'intero territorio. La vicenda ha già provocato lo stato di agitazione dei dipendenti, che hanno deciso di bloccare lo stabilimento, aprendo una vertenza che va ben oltre i confini aziendali. Secondo quanto evidenziato dagli esponenti istituzionali intervenuti sulla vicenda, il rischio riguarda il sostentamento di oltre 200 famiglie, oltre alle attività dell'indotto e a un patrimonio di competenze industriali consolidato nel tempo.
Tra gli elementi di preoccupazione sollevati dai lavoratori vi sarebbe anche il differente costo del lavoro tra Italia e Polonia, con retribuzioni che, secondo quanto riferito, sarebbero pari a circa 4 euro l'ora nel Paese dell'Europa orientale. Un aspetto che, se confermato, pone interrogativi più ampi sulle strategie industriali e sulla capacità dei territori italiani di mantenere produzioni e occupazione di fronte alla concorrenza basata sui costi.
A mobilitarsi sono i sindaci dell'Alto Tammaro, che hanno espresso piena vicinanza e solidarietà ai dipendenti, chiedendo all'azienda di riconsiderare la decisione e di aprire un confronto serio con le rappresentanze sindacali e le istituzioni.
«La difesa di Ficomirrors non è una battaglia di una sola comunità, ma una responsabilità collettiva», sottolineano gli amministratori, evidenziando come la perdita di una realtà industriale storica potrebbe avere conseguenze pesanti sull'occupazione, sull'economia locale e sulla tenuta sociale di un'area interna già alle prese con spopolamento e difficoltà economiche.
Per i sindaci, non è accettabile che territori che negli anni hanno costruito professionalità, esperienza e competenze industriali vengano messi da parte sulla base di una semplice comparazione dei costi. Dietro ogni reparto e ogni linea produttiva, ricordano, ci sono persone, famiglie, investimenti e comunità che hanno contribuito alla crescita dell'azienda.
Da qui l'appello a fermare il processo decisionale e a riaprire il confronto, con l'obiettivo di garantire la continuità produttiva dello stabilimento di Morcone. I sindaci assicurano che saranno al fianco dei lavoratori e sosterranno ogni iniziativa utile a tutelare i posti di lavoro.
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Fernando Errico, che ha espresso solidarietà ai dipendenti, alle loro famiglie e alle organizzazioni sindacali, sollecitando un'iniziativa istituzionale tempestiva.
«Morcone non può perdere un presidio industriale strategico. La prospettiva di spostare in Polonia la produzione degli specchietti per il Ducato di Stellantis deve essere affrontata subito, per garantire continuità produttiva e certezze alle famiglie coinvolte», ha dichiarato Errico.
Il consigliere regionale ha annunciato di aver già portato la questione all'attenzione dei vertici della Regione Campania, informando l'assessore alle Attività produttive, Fulvio Bonavitacola, e il presidente Roberto Fico, affinché si apra un confronto con l'azienda, i sindacati e le istituzioni competenti.
«Non si tratta soltanto di una scelta aziendale. In gioco ci sono competenze industriali, attività dell'indotto e una componente importante dell'economia locale», ha sottolineato Errico, ribadendo la necessità di verificare ogni possibilità per mantenere la produzione a Morcone.
Il consigliere ha inoltre sostenuto la richiesta della Fiom-Cgil di convocare un tavolo in Prefettura. «È necessario mettere tutte le parti intorno allo stesso tavolo, con tempi e obiettivi chiari. Confido che il prefetto accolga la richiesta e convochi l'incontro: serve una sede istituzionale nella quale esaminare la situazione e individuare soluzioni concrete, prima che le decisioni annunciate diventino definitive».
Anche il consigliere regionale Pellegrino Mastella, esponente di Casa Riformista – Italia Viva – Noi di Centro, ha manifestato solidarietà ai lavoratori e profonda preoccupazione per le conseguenze che il trasferimento potrebbe determinare sul territorio sannita.
«Siamo di fronte a una situazione che desta forte preoccupazione e che merita la massima attenzione da parte delle istituzioni. La prospettiva di un trasferimento della produzione rischia di avere conseguenze pesantissime sul piano occupazionale e sociale, mettendo a repentaglio il reddito e il sostentamento di oltre 200 famiglie. Un rischio che dobbiamo assolutamente scongiurare», ha affermato Mastella.
Il consigliere ha riferito di essersi già attivato presso la Regione Campania, avviando interlocuzioni con gli assessori Saggese e Bonavitacola, per affrontare la vicenda con la necessaria urgenza e favorire un confronto concreto tra tutte le parti coinvolte.
Dopo aver raccolto le preoccupazioni dei sindaci dell'Alto Tammaro, Mastella ha inoltre sollecitato la convocazione di un tavolo regionale, su richiesta delle organizzazioni sindacali, per l'apertura formale della vertenza, con la partecipazione della Regione, dei rappresentanti dei lavoratori e dell'azienda.
«È necessario aprire immediatamente un confronto istituzionale serio e costruttivo, per comprendere le ragioni della scelta aziendale e verificare tutte le possibili alternative al trasferimento della produzione. La priorità deve essere la salvaguardia dei livelli occupazionali e la tutela delle famiglie coinvolte», ha dichiarato, chiedendo che vengano messe in campo tutte le iniziative utili a scongiurare una crisi dalle conseguenze potenzialmente gravi per l'intera area.
Il punto di convergenza tra amministratori locali e rappresentanti regionali è dunque la richiesta di un intervento istituzionale immediato, capace di coinvolgere azienda, sindacati e Regione in un confronto concreto sulle prospettive dello stabilimento e sulle possibili alternative al trasferimento.
La vertenza Ficomirrors assume così un valore che supera la singola realtà produttiva: per Morcone e per l'Alto Tammaro, la difesa dello stabilimento significa tutelare occupazione, competenze professionali e possibilità di sviluppo, contrastando il progressivo impoverimento industriale delle aree interne.
La richiesta che arriva dal territorio è chiara: riaprire il dialogo, verificare ogni soluzione percorribile e impedire che una decisione industriale si traduca nella perdita di un presidio produttivo fondamentale per centinaia di famiglie. Perché difendere i lavoratori Ficomirrors significa difendere Morcone, l'Alto Tammaro e il futuro produttivo del Sannio.