Esame Avvocatura 2025: definite le linee guida per l’orale.
Il Presidente Antonio Melillo: "Garantiremo equità e trasparenza su tutto il territorio nazionale". La prova durerà circa 90-100 minuti.
Trasparenza, uniformità di giudizio e rigore metodologico: sono questi i pilastri su cui poggerà la prova orale dell’esame di abilitazione alla professione forense per la sessione 2025. Lo scorso 12 marzo, presso la sala "Loris D’Ambrosio" del Ministero della Giustizia, la Commissione Centrale si è riunita in seduta plenaria per definire i criteri di valutazione che guideranno le sottocommissioni territoriali in tutta Italia.
A presiedere i lavori è stato l’avvocato Antonio Melillo, figura di spicco del panorama giuridico e coordinatore regionale di Assotutela Campania, affiancato dai componenti titolari e supplenti della Commissione.
Una prova in tre fasi, ma dal giudizio unitario
Nonostante l’articolazione in tre momenti distinti, la Commissione ha ribadito che la valutazione della prova dovrà essere unitaria. La struttura dell’esame riflette la necessità di testare non solo la preparazione teorica, ma anche la prontezza pratica del futuro avvocato:
Il Caso Pratico: La risoluzione di una questione pratico-applicativa in una materia a scelta tra civile, penale o amministrativo, per dimostrare la padronanza del diritto sostanziale e processuale.
Il Confronto Giuridico: La discussione di brevi questioni su tre materie (con obbligo di almeno una procedura) per verificare le capacità argomentative e di analisi.
Deontologia e Ordinamento: Un passaggio cruciale dedicato ai diritti e doveri dell'avvocato, volto ad accertare la consapevolezza del ruolo etico della professione.
I criteri di valutazione: cosa cercheranno i commissari
Le linee guida tracciate dal Presidente Melillo e dai commissari pongono l'accento su competenze trasversali. Oltre alla conoscenza degli istituti, saranno determinanti:
La chiarezza espositiva e la capacità di sintesi;
Il rigore logico e metodologico dell’argomentazione;
La capacità di risolvere problemi giuridici concreti;
La padronanza delle tecniche di persuasione e dei profili di interdisciplinarietà.
Secondo quanto stabilito, la durata complessiva della prova è stimata indicativamente tra i 90 e i 100 minuti, un tempo ritenuto congruo per permettere al candidato di sviscerare i temi proposti con la necessaria profondità.
L’impegno della Commissione
"L'obiettivo è tutelare il valore dell'abilitazione e la qualità della futura classe forense," ha dichiarato il Presidente Melillo durante la seduta. L'incontro ha voluto sancire un impegno formale verso i candidati affinché il processo di valutazione sia quanto più possibile equo e ragionevole, in linea con il quadro normativo vigente (dal D.L. 51/2023 alla circolare ministeriale del novembre scorso).
L’auspicio finale della Commissione è rivolto ai giovani praticanti, chiamati ad affrontare questo "rito di passaggio" con serenità e responsabilità. "L'esame non è solo una prova di studi, ma l’ingresso in una comunità professionale che è pilastro dello Stato di diritto," ha concluso Melillo.
Con la pubblicazione dei criteri, la sessione 2025 entra nel vivo, tracciando la strada per i futuri difensori dei diritti dei cittadini.