Emergenza cinghiali in Campania: agricoltura in ginocchio e l'allarme dei produttori

I danni ai raccolti e i rischi per la sicurezza mettono a dura prova gli agricoltori. Le organizzazioni agricole chiedono interventi d'urgenza.

03 agosto 2026 09:38
Emergenza cinghiali in Campania: agricoltura in ginocchio e l'allarme dei produttori -
Condividi

Le organizzazioni agricole e i produttori campani denunciano per l'ennesima volta un'emergenza non più sostenibile causata dalla prolifica e incontrollata diffusione dei cinghiali. La presenza massiccia della fauna selvatica sta provocando la devastazione dei raccolti pregiati, gravi perdite economiche alle aziende e crescenti pericoli per la sicurezza stradale e l'incolumità pubblica.

L'impatto economico e sociale della sovrappopolazione di ungulati ha ormai travalicato i confini delle singole realtà provinciali, trasformandosi in una vera e propria crisi strutturale per l'intero settore primario campano. Dai noccioleti e castagneti dell'Irpinia ai vitigni del Sannio, dagli uliveti del Cilento e del Salernitano fino alle piane ortofrutticole del Casertano e del Napoletano, le imprese affrontano quotidianamente la distruzione dei campi e il danneggiamento delle infrastrutture rurali. Non si tratta soltanto di ingenti perdite finanziarie immediate per i raccolti spazzati via, ma di una minaccia diretta alla tenuta sociale delle aree interne, dove il presidio umano rappresenta l'unico reale baluardo contro lo spopolamento e il dissesto idrogeologico.

Le testimonianze raccolte sul campo disegnano un quadro esasperato, in cui la frequenza delle incursioni notturne rende vano ogni investimento aziendale e compromette perfino la sicurezza personale degli operatori agricoli. Gli incidenti stradali lungo le arterie provinciali e regionali si moltiplicano a ritmi vertiginosi, evidenziando come l'emergenza abbia ormai assunto i contorni di un serio problema di ordine pubblico e incolumità generale. A questo scenario si aggiunge l'incubo sanitario della peste suina africana, che rischia di paralizzare intere filiere zootecniche e bloccare l'export agroalimentare, portando al collasso economico territori che vivono della qualità e dell'eccellenza delle proprie produzioni locali.

Di fronte a uno scenario così critico, la risposta delle istituzioni deve superare la logica dei frammentati tamponamenti emergenziali per strutturare una strategia regionale coordinata ed efficace. I produttori di tutta la Campania chiedono a gran voce la revisione e il potenziamento dei piani di contenimento e abbattimento selettivo, semplificando le procedure burocratiche per consentire interventi tempestivi e mirati nelle zone maggiormente colpite. Risulta altresì fondamentale snellire l'iter per l'accesso agli indennizzi per i danni subiti, garantendo erogazioni rapide e adeguate che consentano alle aziende agricole di sopravvivere in attesa che l'equilibrio faunistico venga ripristinato.

Per garantire una reale svolta, appare indispensabile l'istituzione permanente di un tavolo tecnico regionale che veda la partecipazione coordinata della Regione Campania, delle Prefetture, degli Ambiti Territoriali di Caccia, degli enti gestori delle aree protette e delle rappresentanze agricole di tutte le province. Soltanto una ricognizione tecnica puntuale basata su dati oggettivi consentirà di mappare le aree critiche e stanziare adeguate risorse finanziarie per la prevenzione e la gestione del fenomeno. Salvaguardare l'agricoltura campana significa proteggere un patrimonio economico, ambientale e culturale inestimabile, riaffermando la centralità del lavoro della terra per il futuro dell'intera comunità.

Segui Informazione Sei