Emergenza Carceri in Irpinia: Sanità al Collasso

Visite mediche in piedi, carenza di specialisti e un agente ogni 150 detenuti. Il Garante regionale Samuele Ciambriello lancia l’allarme

A cura di Redazione
16 marzo 2026 16:08
Emergenza Carceri in Irpinia: Sanità al Collasso -
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Il perimetro della legalità non dovrebbe mai coincidere con la sospensione dei diritti fondamentali, eppure, nelle carceri irpine, il diritto alla salute sembra essere diventato un miraggio. È questa la denuncia durissima emersa dopo la visita di stamattina di Samuele Ciambriello, Garante regionale dei detenuti, presso la Casa circondariale di Avellino.

Accompagnato dal referente provinciale Carlo Mele, Ciambriello ha descritto uno scenario di degrado strutturale e carenza organica che investe non solo il capoluogo, ma anche gli istituti di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi, per un totale di 1.093 reclusi.

Una sanità "in piedi"

Il quadro clinico della gestione sanitaria è desolante. Negli ambulatori mancano persino i lettini per le visite, costringendo i medici a visitare i pazienti in piedi. Ma il problema non è solo logistico:

  • Personale assente: Medici presenti solo per poche ore al giorno, con una carenza cronica di infermieri, psicologi e psichiatri.

  • Tossicodipendenza: Ad Avellino si contano 83 detenuti tossicodipendenti che, in assenza di un’equipe multidisciplinare, vengono assistiti quasi esclusivamente con la somministrazione di metadone.

I numeri del malessere: tentati suicidi e proteste

La mancanza di assistenza psichiatrica e psicologica si riflette in numeri che descrivono una vera e propria emergenza umanitaria. Nell'ultimo anno, si sono registrati 27 tentati suicidi nelle carceri della provincia:

  • 16 ad Avellino;

  • 6 ad Ariano Irpino;

  • 5 a Sant’Angelo dei Lombardi.

A questo "grido silenzioso" si aggiungono forme di protesta attiva come scioperi della fame e della sete, oltre al rifiuto collettivo dei farmaci da parte dei detenuti.

Sicurezza al limite: un agente per 150 detenuti

Non va meglio per chi il carcere lo vive per lavoro. Ciambriello ha acceso i riflettori sulla Polizia Penitenziaria, decimata negli organici. Ad Avellino è stato registrato un dato allarmante: un singolo agente si ritrova a dover gestire e sorvegliare fino a 150 detenuti contemporaneamente. Una sproporzione che mette a rischio la sicurezza di tutti e rende impossibile qualsiasi percorso di rieducazione.

L’appello alla Regione: incontro il 13 aprile

Poiché la sanità penitenziaria è di competenza regionale, il Garante ha chiesto e ottenuto un confronto diretto con le istituzioni. Il prossimo 13 aprile è fissato un incontro con il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, a cui parteciperanno i Garanti provinciali e don Tonino Palmese.

"Il diritto alla salute viene di fatto negato", ha ribadito Ciambriello, sottolineando come la dignità del detenuto non possa essere sacrificata sull'altare della carenza di bilancio o del disinteresse istituzionale.

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