Droga tra Napoli e Sannio: colpo di scena per Roberto Marino
Accolte le tesi della difesa: la Cassazione annulla l'ordinanza per gli episodi di spaccio. Nuovo giudizio dinanzi al Riesame di Napoli.
Si riapre clamorosamente il caso giudiziario che lo scorso 11 novembre aveva portato all’arresto di Roberto Marino, 51enne di Altavilla Irpina, e di altri quattro soggetti dell'hinterland napoletano. La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione ha infatti accolto il ricorso presentato dalla difesa, annullando l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti gli episodi di spaccio contestati.
L’operazione e le accuse originarie
L’inchiesta, coordinata dal PM della DDA di Napoli Henry Jhon Woodcock ed eseguita dalla Squadra Mobile di Benevento, puntava a smantellare un’associazione a delinquere dedita al traffico di stupefacenti. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’asse Napoli-Altavilla Irpina fungeva da canale di rifornimento per le piazze di spaccio del beneventano. A carico di Marino pendevano accuse pesanti: non solo numerosi episodi di cessione di droga, ma anche una tentata estorsione aggravata dall'uso di armi (pistole e una mitraglietta) ai danni di un pregiudicato sannita.
Il ribaltamento in sede giudiziaria
La tenuta del quadro indiziario, inizialmente ritenuto solidissimo, ha iniziato a vacillare già nelle scorse settimane presso il Tribunale del Riesame di Napoli. In quella sede, i legali di Marino, gli avvocati Valeria Verrusio e Alberico Villani, erano riusciti a ottenere l'esclusione di un significativo episodio di spaccio.
Tuttavia, è stata la Suprema Corte a sferrare il colpo decisivo. Accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Valeria Verrusio, i giudici capitolini hanno disposto un nuovo giudizio davanti a una diversa sezione del Riesame partenopeo.
Scenari futuri: "Tutto da rifare"
La decisione della Cassazione rappresenta un punto di svolta fondamentale per l’intera indagine. L'annullamento colpisce la validità di atti salienti dell'attività investigativa, mettendo in discussione la ricostruzione complessiva operata dalla Procura.
L'analisi: La pronuncia della Suprema Corte non influisce solo sulla libertà personale dell'indagato, ma potrebbe fornire una diversa chiave di lettura nel futuro giudizio di merito, ridimensionando la portata delle accuse iniziali.