Droga in carcere via drone: sventato il traffico ad Avellino

La Polizia Penitenziaria intercetta il velivolo grazie ai sistemi antidrone. Il SAPPE chiede più tecnologia e organici per la sicurezza.

A cura di Redazione
05 marzo 2026 16:50
Droga in carcere via drone: sventato il traffico ad Avellino -
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Un nuovo tentativo di violare il perimetro di sicurezza della Casa Circondariale di Avellino è stato sventato nella serata di ieri grazie alla prontezza della Polizia Penitenziaria e all'efficacia delle dotazioni tecnologiche di bordo. Un drone, carico di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, è stato intercettato prima che potesse consegnare il "carico" ai detenuti.

L'operazione e il sequestro

L'allarme è scattato quando il sistema antidroni installato presso la struttura irpina ha rilevato una traccia sospetta nei cieli sovrastanti l'istituto. Gli agenti di servizio sono intervenuti immediatamente, riuscendo a bloccare il velivolo e a recuperare il materiale illecito.

Marianna Argento, Vicesegretario Regionale per la Campania del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), ha espresso vivo apprezzamento per l’operazione:

"La professionalità e la tempestività del personale, supportate da sistemi tecnologici avanzati, hanno impedito che un'elevata quantità di droga entrasse nel circuito carcerario."

La sfida delle nuove tecnologie

L'episodio di Avellino non è un caso isolato, ma conferma un trend preoccupante: l’uso di droni per il contrabbando di droga e telefoni cellulari è ormai una realtà consolidata della criminalità penitenziaria.

Sulla questione è intervenuto con fermezza anche Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE, sottolineando l'urgenza di una risposta strutturale:

  • Contrasto all'illegalità: Necessità di stroncare i traffici illeciti che minano l'ordine interno.

  • Investimenti tecnologici: Potenziamento immediato dei sistemi di schermatura e rilevamento droni.

  • Risorse umane: Rafforzamento degli organici della Polizia Penitenziaria, spesso sottodimensionati rispetto alle sfide attuali.

Conclusioni

"Ancora una volta," ha concluso Capece, "la Polizia Penitenziaria ha agito come baluardo di legalità, tutelando non solo la sicurezza dell'istituto e del personale, ma dell'intera collettività". Resta però aperto il tema della vulnerabilità dei penitenziari campani di fronte a metodi di introduzione sempre più sofisticati, che richiedono un adeguamento costante dei mezzi di difesa.

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