Donna seviziata per 12 ore dal compagno: arrestato per tortura

La violenza durante una pratica sessuale estrema: la vittima sarebbe stata picchiata, strangolata e immobilizzata con fascette di plastica. L'uomo è in carcere.

13 ottobre 2026 15:25
Donna seviziata per 12 ore dal compagno: arrestato per tortura -
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Sarebbe stata sottoposta per circa dodici ore a violenze fisiche e psicologiche dal compagno, fino a riportare lesioni su tutto il corpo. Un uomo è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Chieri, nel Torinese, con l'accusa di tortura. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino ha convalidato l'arresto e disposto per lui la custodia cautelare in carcere, su richiesta della Procura.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, le violenze sarebbero avvenute durante una pratica sessuale estrema riconducibile al BDSM, inizialmente concordata dalla coppia, ma che avrebbe poi assunto modalità diverse da quelle stabilite. La donna sarebbe stata colpita con un taser artigianale e una pistola ad aria compressa, picchiata, strangolata e immobilizzata con fascette di plastica.

La vittima sarebbe arrivata il 3 ottobre scorso all'ospedale di Chieri a bordo di un'ambulanza, con le fascette ancora strette alle caviglie. I sanitari le avrebbero riscontrato lesioni diffuse, segni di strangolamento al collo e un trauma al volto. Proprio in ospedale la donna avrebbe raccontato quanto accaduto, riferendo di essersi opposta espressamente alle violenze e di aver revocato il consenso inizialmente prestato.

Dopo essere riuscita a chiedere aiuto, la donna avrebbe contattato il numero di emergenza 112. Informati dal personale sanitario, i carabinieri hanno raccolto la sua testimonianza e raggiunto l'abitazione della coppia.

All'interno dell'appartamento, i militari avrebbero trovato il compagno intento a sistemare la casa e in evidente stato di alterazione, presumibilmente legato all'assunzione di sostanze stupefacenti. L'uomo avrebbe riferito che anche la donna ne aveva consumate.

L'abitazione si presentava in disordine, con segni compatibili con una colluttazione. Durante la perquisizione sono stati rinvenuti diversi oggetti ritenuti rilevanti per le indagini: uno strumento artigianale fissato al muro, che l'uomo avrebbe indicato come utilizzato per tenere la compagna sospesa per i polsi, un dispositivo elettrico modificato a partire da una racchetta antizanzare, una pistola a gas con numerosi proiettili e strumenti destinati a pratiche sessuali estreme, dotati di punte e catene metalliche.

Nell'appartamento sarebbero state inoltre individuate tracce di cocaina ed eroina. Secondo quanto riferito da fonti informate, le sostanze sarebbero state consumate da entrambi.

Resta centrale, nella ricostruzione dei fatti, la questione del consenso. L'uomo avrebbe sostenuto che la coppia avesse concordato alcune parole di sicurezza, le cosiddette safe word, che avrebbero dovuto interrompere immediatamente la pratica se pronunciate dalla donna. Secondo la sua versione, tuttavia, tali parole non sarebbero mai state utilizzate.

La donna avrebbe invece riferito di essersi opposta chiaramente alle violenze e di aver revocato il proprio consenso. Saranno gli accertamenti investigativi a contribuire alla ricostruzione completa della vicenda e delle responsabilità.

Per l'uomo, dopo la convalida dell'arresto da parte del gip del tribunale di Torino, è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

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