Donna e Caregiver: a Napoli il convegno Uilp sulle tutele
Esperti e sindacati a confronto sulla "Generazione Sandwich":critiche al Ddl nazionale e allarme per lo stress fisico e psichico delle donne
Una donna "stritolata" tra i doveri professionali e un carico di cura familiare che somiglia sempre più a un "ergastolo ostativo". È questo il ritratto emerso dal convegno “Donna e Caregiver: Generazione Sandwich, essere donna tra lavoro e famiglia”, organizzato dalla Uil Pensionati Campania (UilP) in collaborazione con ADA Campania, tenutosi ieri al Centro Congressi “Tiempo”.
L’incontro, guidato dal segretario generale Biagio Ciccone attraverso il coordinamento Pari Opportunità, ha analizzato le profonde criticità del disegno di legge sul riconoscimento dei caregiver, approdato in Commissione Affari sociali lo scorso 6 febbraio, definendolo insufficiente a garantire una reale tutela.
L’affondo politico: "Un passo indietro per le donne"
Ad aprire il dibattito è stata Loredana Raia, presidente della Commissione regionale Sanità, che non ha risparmiato critiche al governo nazionale: «L'eliminazione della consigliera di parità decisa dalla premier Meloni condanna le donne a un passo indietro. In Campania proviamo a rimediare con la legge regionale 33 del 2017».
Sulla stessa linea Olga Izzo (Consigliera di parità della Città Metropolitana), che ha invocato una struttura normativa nazionale con un fondo di garanzia per chi è costretto a lasciare il lavoro per assistere i propri cari.
Il nodo previdenziale e l'assenza delle istituzioni
Durissimo l'intervento di Camilla Iovino (segreteria regionale UIL): «Il riconoscimento formale del caregiver è una versione sbiadita del reddito di cittadinanza; non offre soluzioni qualitative né previdenziali».
Livia Piersanti, segretaria nazionale UILP, ha ricordato come l’accudimento non sia quasi mai una libera scelta: «Spesso è un obbligo dettato dall'assenza delle istituzioni. 90 ore settimanali di cura hanno effetti devastanti e il modello del caregiving familiare unico non è più sostenibile con i nuovi assetti della società».
L’impatto sulla salute: stress e "cuore infranto"
Oltre ai diritti normativi, il convegno ha acceso un faro sulla salute mentale e fisica delle donne:
Isolamento e Inadeguatezza: La psicoterapeuta Antonietta Nocerino ha parlato di un impatto psicologico "devastante", fatto di stress cronico e senso di insoddisfazione.
Sindrome del cuore infranto: Carmela Saulino (già assessora a Ercolano) ha lanciato un monito medico: «Il carico fisico e lo stress scatenano ostruzioni arteriose reali. Dobbiamo ascoltare la sofferenza del cuore delle caregiver».
Conclusioni
Il convegno si chiude con una richiesta chiara: il lavoro di cura non può più restare un "fatto privato" scaricato sulle spalle delle donne, ma deve diventare una responsabilità collettiva e istituzionale, supportata da risorse certe e tutele legali concrete.