Don Peppe Diana, verso la Beatificazione
Il Vescovo Spinillo ufficializza l'avvio della causa per il riconoscimento del martirio 'in odium fidei'.
Non solo un "eroe civile", ma un testimone della fede che ha pagato con il sangue la sua fedeltà al Vangelo. In una data carica di simbolismo, la Chiesa aversana e la Campania intera segnano un punto di svolta: questa mattina, durante la celebrazione per il 32° anniversario dell’uccisione di don Peppe Diana, il Vescovo di Aversa, Mons. Angelo Spinillo, ha annunciato ufficialmente l’avvio del percorso verso l’apertura dell’inchiesta diocesana per il riconoscimento del martirio del sacerdote.
Oltre l’eroe sociale: il martirio "in odium fidei"
L’obiettivo dell’iter canonico è chiaro: dimostrare che don Diana è stato ucciso in odium fidei (in odio alla fede). L’annuncio odierno mira a restituire alla figura del parroco di Casal di Principe la sua dimensione più profonda. Se per decenni la narrazione si è giustamente concentrata sul suo impegno contro la camorra, la Chiesa sottolinea oggi come quell'impegno non fosse un'attività politica o sociale distaccata, ma la diretta emanazione del suo sacerdozio.
"Don Diana è stato protagonista del riscatto del suo territorio proprio in virtù del suo essere ministro di Dio," è stato ribadito durante la celebrazione. Il suo sacrificio è dunque interpretato come un autentico atto di fede, in linea con la visione di martirio promossa dal magistero di Papa Francesco.
I prossimi passi del cammino canonico
L'annuncio di oggi non è che il culmine di un lavoro iniziato mesi fa dietro le quinte. Il cronoprogramma verso gli altari è già tracciato:
Settembre 2025: La Conferenza Episcopale Campana ha già espresso parere favorevole (nulla osta) sull'opportunità di avviare l'inchiesta.
La fase romana: La Diocesi ha inoltrato la richiesta formale al Dicastero delle Cause dei Santi. Si attende ora l'ultimo via libera da Roma.
L’Editto e il Tribunale: Una volta ottenuto il consenso definitivo, verrà pubblicato l’editto ufficiale e insediato un tribunale ecclesiastico.
La raccolta delle prove: Sotto la guida del postulatore Paolo Vilotta, verranno ascoltati i testimoni e acquisiti i documenti necessari a ricostruire le virtù, la vita e la "fama di martirio" del sacerdote.
Un segnale per il territorio
La notizia è stata accolta con profonda commozione dai fedeli riuniti nella parrocchia di San Nicola di Bari, il luogo dove don Peppe fu barbaramente trucidato il 19 marzo 1994. Il passaggio da "vittima della criminalità" a "Martire della Chiesa" rappresenta non solo un atto di giustizia verso la memoria del sacerdote, ma un potente segnale di speranza per una terra che nel suo esempio ha trovato la forza di rialzare la testa.