Domenico, indagini shock: spuntano errori nel trapianto
Patrizia: "Domenico deve diventare una luce affinché questo non succeda più a nessun bambino."
La vicenda del piccolo Domenico, il bambino di due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio 2026 all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un calvario iniziato con un trapianto di cuore fallito, entra in una fase cruciale. Mentre la città di Nola e l’Italia intera chiedono giustizia, le indagini della Procura di Napoli si allargano, toccando nuove ipotesi e coinvolgendo diverse strutture sanitarie.
1. Le indagini tecniche: l'appuntamento del 28 aprile
L'aggiornamento più recente riguarda i nuovi accertamenti peritali. Il prossimo 28 aprile 2026, i periti del tribunale e i consulenti degli indagati si riuniranno presso l’Istituto di Medicina Legale di Bari. L’obiettivo è analizzare entrambi gli organi sotto sequestro:
Il cuore originario del piccolo Domenico.
Il cuore prelevato a Bolzano, che sarebbe arrivato a Napoli compromesso (si parla di organo "bruciato" dal gelo).
2. Il giallo del ghiaccio e l'ombra della contaminazione
L'inchiesta si sta concentrando su quanto accaduto nella sala operatoria di Bolzano il 23 dicembre 2025. Due sono i filoni principali seguiti dai NAS di Trento:
Ghiaccio secco inappropriato: Si ipotizza che l'organo sia stato esposto a temperature troppo basse a causa dell'uso di ghiaccio secco o modalità di conservazione errate durante il trasporto verso Napoli.
Qualità dell'acqua: Recenti ipotesi (marzo 2026) sollevano dubbi sulla qualità della fornitura idrica utilizzata per produrre il ghiaccio a Bolzano, ipotizzando una possibile contaminazione.
3. Ispezione straordinaria al Monaldi e stop ai trapianti
La Regione Campania ha disposto un'ispezione straordinaria presso l'Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi). Le prime risultanze parlano di un quadro "più grave di quanto inizialmente emerso", con criticità organizzative profonde.
Sospensione: L'attività di trapianto cardiaco pediatrico al Monaldi è stata sospesa e non riprenderà finché non saranno garantiti standard di sicurezza assoluti.
Indagati: Al momento risultano iscritte nel registro degli indagati sette persone (tra medici e paramedici), con l'accusa passata da lesioni colpose a omicidio colposo.
4. Il "No" del Bambin Gesù e i dubbi sulla cartella clinica
Dalle relazioni inviate al Ministero della Salute, è emerso perché l'ospedale Bambin Gesù di Roma negò un secondo trapianto d'urgenza: il quadro clinico di Domenico era ormai troppo compromesso, con disfunzioni a reni, fegato e polmoni che rendevano l'intervento ad altissimo rischio di mortalità precoce. Intanto, i legali della famiglia denunciano una cartella clinica incompleta: mancherebbero parti fondamentali del "diario di perfusione", il documento che traccia ogni istante della circolazione extracorporea durante l'intervento.