Documenti in vendita: 120 indagati nel sistema di corruzione e sesso
Un giro di carte d'identità e residenze illecite gestito da ex funzionari e mediatori in cambio di denaro e prestazioni sessuali agli stranieri.
L’inchiesta della Procura ha fatto emergere un vasto sistema illecito che coinvolge circa 120 persone, tra cui numerosi cittadini immigrati e diversi ex funzionari pubblici. L’indagine punta a fare luce su un mercato nero di certificati di residenza e documenti di identità, ottenuti illegalmente attraverso la corruzione e lo scambio di favori presso uffici amministrativi coinvolti nel rilascio di certificazioni essenziali per i cittadini extracomunitari.
Al centro del meccanismo criminale vi erano due ex impiegati, affiancati da un intermediario di origine bengalese che si occupava di reclutare i clienti. I richiedenti, provenienti da diverse nazioni, versavano somme comprese tra i 100 e i 500 euro per velocizzare o ottenere irregolarmente le pratiche burocratiche necessarie per la regolarizzazione sul territorio nazionale.
Le indagini hanno svelato una realtà ancora più grave legata al comportamento di uno degli ex dipendenti coinvolti. All'uomo, infatti, è stato contestato il reato di concussione sessuale in relazione a quattro distinti episodi avvenuti tra il mese di giugno e quello di novembre del 2021, durante i quali avrebbe preteso prestazioni sessuali in cambio del rilascio o dell'agevolazione dei documenti richiesti dagli immigrati.
Il quadro accusatorio si è esteso nelle ultime ore, portando al coinvolgimento di ulteriori figure che avrebbero attivamente agevolato le attività illecite. Oltre alla lunga lista di stranieri indagati per aver beneficiato del sistema, risultano infatti iscritti nel registro degli indagati altri due ex dipendenti pubblici e un ex consigliere municipale, chiamati ora a rispondere delle proprie responsabilità di fronte all'autorità giudiziaria.