Dissesto Benevento, Serluca non ci sta: «Atti e numeri dicono la verità»

L'ex assessora alle Finanze difende la scelta del 2016: un atto dovuto di responsabilità di fronte a conti già irrimediabilmente compromessi.

16 agosto 2026 19:32
Dissesto Benevento, Serluca non ci sta: «Atti e numeri dicono la verità» -
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Il dibattito finanziario che sta animando il Comune di Benevento in questi giorni torna ad accendere i riflettori su una delle decisioni più complesse e discusse della recente storia amministrativa cittadina. A prendere la parola con determinazione è Maria Carmela Serluca, già assessore alle Finanze, che sceglie di fare chiarezza opponendo la rigida concretezza dei documenti ufficiali alle ricostruzioni di parte. La sua analisi parte da un presupposto fondamentale: se la dialettica politica ammette sfumature e opinioni divergenti, la cronologia degli eventi, le deliberazioni e le cifre contabili rappresentano una realtà oggettiva che non può essere piegata a comode interpretazioni di comodo.

La scelta di dichiarare il dissesto finanziario, rivendicata con fermezza dall'ex assessora anche a distanza di anni, non è mai stata un espediente strategico o una scorciatoia amministrativa, bensì un passaggio doloroso quanto inevitabile. Quando l'amministrazione Mastella si è insediata nel 2016, l'eredità contabile appariva infatti già ampiamente e irrimediabilmente compromessa. L'organo di controllo contabile aveva infatti tracciato il solco ben prima del cambio di guardia a Palazzo Mosti: la Corte dei conti aveva bocciato il primo Piano di riequilibrio il 29 maggio 2014, due anni prima del nostro arrivo e aveva chiesto al comune di dichiarare il dissesto. Nonostante il tentativo dell'epoca di prendere tempo riproponendo un secondo piano segnato dalle medesime criticità, il destino finanziario dell'ente era ormai segnato da anni.

Al momento dell'insediamento, la fotografia delle casse comunali mostrava contorni drammatici, caratterizzati da un disavanzo tecnico da oltre trentanove milioni di euro, ventinove milioni e mezzo di anticipazioni di liquidità, una montagna di debiti fuori bilancio e un ricorso strutturale all'anticipazione di tesoreria per oltre diciassette milioni. Con tributi e aliquote già spinti al massimo consentito per legge dalla precedente gestione e un tasso di riscossione drammaticamente basso, il Comune si trovava nell'incapacità cronica di coprire persino le spese obbligatorie, condannato a galleggiare tramite continui interventi di cassa. Di fronte a questo scenario, e dopo aver vagliato e scartato ogni residua alternativa tecnica compresa la rimodulazione dei piani, la dichiarazione di dissesto si è rivelata l'unica strada percorribile per garantire un futuro di vera responsabilità e trasparenza alla comunità beneventana.

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