Dipendente Eav licenziato perché faceva timbrare i colleghi, tribunale lo reintegra. Eav: faremo appello

Far timbrare il cartellino ai colleghi, o timbrare il cartellino per altri, non comporta una "giusta causa" di licenziamento se poi si svolge comunque il proprio lavoro e non si ottengono "vantaggi il...

17 dicembre 2025 18:59
Dipendente Eav licenziato perché faceva timbrare i colleghi, tribunale lo reintegra. Eav: faremo appello -
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Far timbrare il cartellino ai colleghi, o timbrare il cartellino per altri, non comporta una "giusta causa" di licenziamento se poi si svolge comunque il proprio lavoro e non si ottengono "vantaggi illeciti". Lo sostengono i giudici del tribunale del lavoro di Napoli con una sentenza che ha dichiarato illegittimo il provvedimento del dicembre dell'anno scorso dell'Ente autonomo Volturno (Eav), la holding regionale del trasporto pubblico campano, che aveva cacciato un operaio dopo avergli contestato un uso improprio del badge: in almeno una decina di occasioni aveva fatto timbrare il cartellino ai colleghi o avrebbe timbrato al posto loro. Il tribunale ha stabilito che l'azienda dovrà reintegrare l'operaio e risarcire il danno subito. "Faremo appello" annuncia l'azienda, esprimendo "sorpresa e disorientamento". La sentenza, dice l'Eav, ha "di fatto indebolito la capacità dell'azienda di esercitare il proprio potere disciplinare": "se far timbrare il proprio badge da un collega, o scambiarsi il cartellino, non una volta ma più volte, non rappresenta una lesione del vincolo fiduciario tale da determinare il licenziamento - dice il presidente Umberto De Gregorio - come può un'azienda chiedere ai propri dipendenti il rispetto delle regole e controllare che si resti sul posto di lavoro? Cosi si determina il caos". Secondo il legale di Eav, Marcello D'Aponte, la pronuncia del tribunale "appare in netto contrasto con la giurisprudenza di legittimità più recente", in quanto la Corte di Cassazione, con sentenza del gennaio 2024, "ha affermato che la falsa attestazione del pubblico dipendente circa la presenza in ufficio integra, in determinate condizioni, il reato di truffa aggravata". E in un'altra pronuncia del novembre 2024, "ha invece stabilito - conclude il legale -- che il comportamento di un dipendente consistente nell'affidare il proprio badge aziendale a un collega costituisce una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede, che giustifica il licenziamento per giusta causa".

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