Dall'Irpinia al Venezuela: la missione del vigile del fuoco Marino

Sopravvissuto da bambino al sisma del 1980, l'ingegnere umbro Andrea Marino coordina i soccorsi tra le macerie dei palazzi in Sud America.

01 luglio 2026 17:12
Notizia verificata · Fonte: Redazione · Vedi fonti
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Il drammatico terremoto che nei giorni scorsi ha devastato il Venezuela vede in prima linea anche i soccorritori italiani, guidati dall'esperienza e dalla determinazione dell'ingegner Andrea Marino. Il professionista, appartenente alla Direzione regionale dei Vigili del Fuoco dell'Umbria, sta operando sul territorio sudamericano nel ruolo di vice comandante di un team specializzato nella ricerca dei superstiti. La sua missione si inserisce nel quadro degli aiuti internazionali per fronteggiare un sisma che ha sbriciolato edifici di molti piani, in una drammatica corsa contro il tempo in cui ogni ora trascorsa riduce le probabilità di salvare vite umane.

Per Marino la terra che trema non è una novità, ma un filo rosso che si lega indissolubilmente alla sua storia personale e professionale. Da bambino ha infatti vissuto in prima persona il catastrofico terremoto dell'Irpinia del 1980, un evento di cui conserva ancora impresso nella mente il ricordo nitido della scossa principale. Quell'esperienza infantile, unita alla recente attività di soccorso sul campo durante il drammatico sisma in Turchia, ha plasmato la sua dedizione nel proteggere gli altri, trasformando un trauma del passato nella spinta motivazionale per il suo attuale e delicato lavoro ad alto rischio.

La situazione che i soccorritori si sono trovati di fronte oltreoceano è estremamente complessa e presenta scenari di crollo analoghi a quelli già visti in Medio Oriente. Sebbene l'area colpita in Venezuela sia geograficamente più circoscritta rispetto all'immenso cratere turco, la tipologia dei danni strutturali è impressionante e non regge il paragone con i pur gravi eventi sismici che hanno colpito l'Italia centrale nel 2016. Nei piccoli centri appenninici come Arquata del Tronto si erano registrati crolli di strutture storiche e più basse, mentre in Sud America i soccorritori devono farsi strada tra le macerie di veri e propri grattacieli residenziali sviluppati su decine di livelli.

Il compito specifico del team guidato dall'ingegnere umbro è quello di mappare le aree critiche e individuare i punti esatti in cui potrebbero trovarsi sacche di sopravvivenza, per poi cedere il passo alle squadre operative di estrazione. La razionalità dei dati scientifici impone il realismo di fronte a speranze che diventano sempre più flebili con il passare delle ore, ma la componente umana e l'istinto dei vigili del fuoco spingono a non mollare la presa fino all'ultimo istante utile. Si continua a scavare senza sosta in un contesto geometricamente instabile, dove il cuore si rifiuta di arrendersi all'evidenza dei numeri e della distruzione.

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Verificato il: 01 luglio 2026

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