"Da Cervinara a Marcinelle: memoria, sacrificio e dignità del lavoro"

Cervinara ricorda il 70° anniversario della strage di Marcinelle e l'emigrante Antonio Sacco

10 agosto 2026 18:14
"Da Cervinara a Marcinelle: memoria, sacrificio e dignità del lavoro" -
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Settant’anni fa, nelle viscere della terra belga, la storia dell’emigrazione italiana viveva una delle sue pagine più drammatiche. Oggi quella ferita, che appartiene alla memoria collettiva di un intero Paese, torna a interrogare le nostre coscienze attraverso la storia di chi da quella miniera non è mai più tornato. In occasione del settantesimo anniversario della strage del Bois du Cazier, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cervinara chiama a raccolta la comunità per il convegno "Da Cervinara a Marcinelle: memoria, sacrificio e dignità del lavoro", in programma martedì 11 agosto 2026 alle ore 19:00 presso la Sala della Cultura.

Un appuntamento nato per restituire un volto e una storia locale a una tragedia di portata europea, ricordando in particolare il concittadino Antonio Sacco, una delle 262 vittime che l’8 agosto 1956 persero la vita a oltre mille metri di profondità.

Una ferita che appartiene alla memoria collettiva

Nel disastro di Marcinelle morirono minatori provenienti da dodici nazionalità diverse. Ben 136 erano italiani, in gran parte partiti dal Mezzogiorno con la valigia di cartone e la promessa di un’occupazione stabile, all’interno dell’accordo che vedeva l'Italia del dopoguerra scambiare forza lavoro in cambio del carbone belga necessario alla ricostruzione. Tra loro c’era anche Antonio Sacco. La sua vicenda, rievocata oggi dall’amministrazione comunale, trasforma una grande tragedia storica in un fatto intimo che riguarda da vicino l’intera comunità cervinarese. Marcinelle non fu infatti un semplice incidente sul lavoro, ma divenne il simbolo del prezzo umano pagato dall’emigrazione italiana, oltre che un perenne monito sulla sicurezza e sul rispetto della persona.

A richiamare il valore di questo anniversario sono anche le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel suo messaggio ufficiale ha ricordato come le vittime di Marcinelle siano parte integrante dell’identità collettiva nazionale, con una profonda valenza simbolica per l’Europa e per il suo percorso di integrazione. Il Capo dello Stato ha sottolineato che commemorare questi eventi luttuosi significa riflettere sui sacrifici del passato e agire concretamente affinché simili tragedie non debbano ripetersi, garantendo che ogni flusso migratorio sia sempre gestito nel rispetto della dignità umana. Riflessioni d’altra parte di straordinaria attualità, che confermano come fare memoria non sia un esercizio nostalgico, ma un dovere verso il presente.

"La Valigia di Cartone": la memoria che unisce i continenti

A dare respiro e profondità al convegno contribuisce la collaborazione con La Valigia di Cartone – Museo dell'Emigrante, realtà culturale nata dall’intuizione di Salvador Zullo. Figlio di emigranti, Zullo ha trasformato la memoria familiare in un progetto collettivo volto a raccogliere e raccontare le storie di chi ha lasciato l’Italia in cerca di riscatto. Negli anni il Museo ha intessuto una fitta rete di relazioni con le collettività italiane all’estero, dalla Francia al Costa Rica, dal Canada agli Stati Uniti, dimostrando come il fenomeno migratorio non sia un capitolo chiuso nei libri di scuola, ma un patrimonio vivo fatto di lettere, oggetti e legami affettivi che ancora oggi uniscono l’Italia al mondo. Portare questo patrimonio a Cervinara significa collegare la vicenda di Antonio Sacco a quella di milioni di altri italiani, trasformando il ricordo della strage in un ponte tra la comunità locale e la diaspora italiana nei vari continenti.

Un impegno corale per il futuro

L’iniziativa si presenta come un momento di sintesi corale tra istituzioni, associazioni e linguaggi espressivi. Accanto al patrocinio del Comune di Cervinara e al contributo del Museo dell’Emigrante, l’evento vede la partecipazione attiva del Forum dei Giovani di Cervinara e dell’associazione Terramia APS, a testimoniare il passaggio di testimone tra generazioni. La serata sarà inoltre arricchita dall’intervento artistico di Iolanda Morante, che attraverso il proprio linguaggio espressivo darà voce al tema del sacrificio e della memoria.

L’incontro di martedì 11 agosto alle ore 19:00 presso la Sala della Cultura si preannuncia così come una tappa fondamentale per la cittadinanza: un’occasione per onorare chi è partito per lavorare senza poter più fare ritorno e per ribadire, sintetizzando lo spirito della serata, che la memoria è il ponte che unisce le generazioni e il lavoro la dignità che le sostiene.

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