Crisi Golfo: 200 studenti bloccati a Dubai, cresce timore

Farnesina attiva Task Force per 200 studenti e migliaia di italiani nel Golfo: Tajani e Valditara monitorano i rientri dopo i bombardamenti.

A cura di Redazione
02 marzo 2026 14:22
Crisi Golfo: 200 studenti bloccati a Dubai, cresce timore -
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Nessun rischio immediato per l’incolumità, ma una macchina diplomatica in massima allerta per gestire un rientro che si preannuncia complesso. La crisi esplosa nel Golfo Persico dopo l'attacco di sabato 28 febbraio ha trasformato gli Emirati Arabi Uniti in un imbuto logistico per migliaia di italiani, tra cui spicca un gruppo di circa 200 studenti minorenni rimasti bloccati a Dubai.

Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato la creazione della "Task Force Golfo": una squadra speciale di cinquanta persone operativa presso l'Unità di Crisi. L'obiettivo è supportare le ambasciate e gestire le centinaia di chiamate che arrivano al centralino dedicato (06.36225).

Il fronte degli studenti

La preoccupazione principale del governo riguarda i circa 200 ragazzi delle scuole superiori, presenti nell'area per il progetto formativo "L'Ambasciatore del futuro". Molti di loro si trovano in viaggio senza genitori, affidati ai docenti accompagnatori.

  • L'assistenza: Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), guidato da Giuseppe Valditara, è in contatto costante con la Farnesina.

  • La situazione a Dubai: Nonostante la chiusura degli spazi aerei e le notizie di intercettazioni missilistiche sopra i cieli degli Emirati, le autorità consolari hanno già provveduto a trasferire tutti i passeggeri dagli aeroporti alle strutture alberghiere.

  • Sicurezza: Alcuni genitori riportano che, in caso di allerta, i ragazzi vengono fatti riparare nei seminterrati degli hotel, ma la situazione resta sotto controllo.

Le parole di Tajani

"Come numeri ci preoccupano quelli dei civili, soprattutto a Dubai, perché ci sono anche tanti minorenni soli. Il centralino sta smistando centinaia di chiamate: stiamo operando con la massima attenzione per garantire supporto a chiunque sia rimasto coinvolto nei bombardamenti incrociati."

Il Ministro ha inoltre precisato che, sebbene la situazione sia complessa, la rete diplomatica è pienamente operativa. È probabile che i primi tentativi di rimpatrio per i gruppi più fragili (come gli studenti) possano essere organizzati non appena le condizioni di sicurezza aerea lo permetteranno, con ipotesi che puntano al 4 marzo per i primi voli di rientro.

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