Coppia accusata di usura ed estorsione, assolti per non aver commesso il fatto.
Fine di un incubo per una coppia C.R., classe 1990, e C.A., classe 1994, entrambi difesi dall'avvocato avellinese Rolando Iorio, assolti con formula piena dall'accusa di usura ed estrorsione. Il Tribu...
Fine di un incubo per una coppia C.R., classe 1990, e C.A., classe 1994, entrambi difesi dall'avvocato avellinese Rolando Iorio, assolti con formula piena dall'accusa di usura ed estrorsione. Il Tribunale Collegiale di Napoli Nord, presieduto dal Giudice Dott. Agostino Nigro, dopo una lunga camera di consiglio ha mandato assolti nella giornata di oggi i due coimputati, marito e moglie, per non aver commesso il fatto. Accolte in pieno le tesi del difensore di fiducia, Avv. Rolando Iorio, che in una serrata arringa ha confutato l'intero impianto accusatorio sostenuto dalla Procura che aveva chiesto per i due imputati, abitanti nel rione Salicelle di Afragola, la condanna ad anni 4 e mesi 6 di reclusione. I fatti risalgono all'anno 2020 allorquando M.M., classe 1980, anch'egli residente ad Afragola , si rivolgeva alla donna C.R. per un prestito di 2000 euro. Secondo la presunta vittima, l'accordo prevedeva la restituzione, con cadenza mensile, di 7 rate da 700 euro ciascuna, per un ammontare di quasi 5.000 euro. Dopo il pagamento delle prime tre rate, M.M. comunicava alla coppia una difficoltà a proseguire nei pagamenti, ricevendo esplicite minacce di morte se non avesse rispettato l'accordo. In particolare, nella notte del 31 Agosto 2020 C.R. e C.A. si recavano nell'appartamento di M.M. e, non trovandolo in casa, minacciavano un familiare dell'uomo, tanto che quest'ultimo per lo spavento era costretto a chiamare il 118, venendo poi trasportato al locale Pronto Soccorso. La mattina seguente M.M. si recava dai Carabinieri ove sporgeva denuncia nei confronti della coppia, eveidenziando i propri timori anche in considerazione che, a suo dire, la coppia era legata al clan Bizzarro del Rione Salicelle. I Carabinieri della locale stazione organizzavano anche una operazione di polizia unitamente alla vittima di usura, provvedendo a fotocopiare 8 banconote da Euro 50, per un totale di 400 euro, che M.M., secondo gli accordi presi con la coppia, averebbe dovuto consegnare nel pomeriggio del 1° Settembre nella abitazione di C.R., quale acconto sulla somma pattuita di 700 euro. Recatosi nella abitazione di via Salicelle e consegnati i soldi, dopo pochi istanti facevano irruzione nell'abitazione dei coniugi i Carabinieri diretti dal Maresciallo Grezio, i quali rinvenivano, nascosti in una tasca di un accapatoio, i 400 euro appena consegnati da M.M. e precedentemente fotocopiati in Caserma. C.R. e C.A. venivano pertanto denunciati per i reati di usura aggravata e di estrosione aggravata. M.M. consegnava ai Carabinieri anche un foglio di carta sul quale, a suo dire, erano stati scritti dalla donna i relativi conteggi. Tutto falso a detta della difesa dei due imputati, che ha sottolineato, in particolare, la totale assenza di riscontri a quanto affermato dalla presunta vittima, oltre che le numerose contraddizioni rilevate nei suoi racconti. Tesi accolta in pieno dal Tribunale Collegiale di Napoli Nord che ha mandato assolti i due coniugi perchè il fatto non sussiste.Il Pubblico Ministero aveva invece insistito per la condanna degli imputati, chiedendo una pena di anni 4 e mesi 6 di reclusione.