Conti svuotati a migliaia di persone: 2 arresti per truffe

Phishing e conti svuotati per finanziare i Casalesi: blitz della Finanza tra Italia e Spagna. Sottratti 800mila euro a ignari risparmiatori.

10 marzo 2026 07:57
Conti svuotati a migliaia di persone: 2 arresti per truffe -
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Non più solo estorsioni classiche e traffici illeciti: il clan dei Casalesi si evolve e punta sul "cyber-crimine" per rimpinguare le proprie casse. Un’operazione coordinata dalla DDA di Napoli ha portato all’arresto di due imprenditori casertani, attivi nel commercio di auto tra l’Italia e la Spagna, accusati di associazione per delinquere e autoriciclaggio con l’aggravante mafiosa.

Il sistema: Phishing, Smishing e Vishing

L'indagine, condotta dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza con il supporto dei comandi di Caserta e Milano, ha svelato un meccanismo transnazionale sofisticato. L'organizzazione svuotava i conti correnti di ignari risparmiatori attraverso tre tecniche principali:

  • Phishing e Smishing: invio di mail o SMS civetta che simulavano comunicazioni ufficiali della banca.

  • Vishing: telefonate da falsi operatori antifrode che inducevano le vittime a disporre bonifici istantanei verso conti della banda.

  • Sim Swap: la clonazione fraudolenta della SIM card della vittima per intercettare i codici OTP (One Time Password) necessari a confermare le operazioni bancarie.

I numeri dell'inchiesta: 800mila euro sottratti

Le Fiamme Gialle hanno analizzato 38 episodi di truffa ai danni di altrettante vittime italiane. Il bottino complessivo ammonta a circa 800.000 euro. Questi fondi venivano fatti rimbalzare su vari conti correnti, anche esteri, per poi essere prelevati in contanti o investiti in criptovalute, nel tentativo di rendere il denaro irrintracciabile.

Il legame con il Clan: il 40% dei proventi alla camorra

L'aspetto più inquietante emerso dalle indagini riguarda la destinazione dei proventi. Circa il 40% delle somme sottratte veniva consegnato in contanti a esponenti del clan dei Casalesi.

Questi capitali servivano a:

  1. Finanziare l'operatività quotidiana del clan sul territorio.

  2. Garantire il mantenimento delle famiglie dei detenuti, pilastro fondamentale per la coesione delle organizzazioni camorristiche.

Perquisizioni in tutta Italia

Oltre ai due arresti in carcere, il GIP ha riconosciuto un solido quadro indiziario per altri soggetti (24 in totale gli indagati), sei dei quali accusati di aver agevolato direttamente il clan. Nella mattinata sono state eseguite 21 perquisizioni tra le province di Napoli, Caserta, Modena, Benevento, Potenza e Isernia per acquisire ulteriori prove.

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