Comuni Plastic Free: in 141 premiati per la svolta green
Record di 141 premiati, ma Irpinia e Sannio restano a secco: nessuna eccellenza tra le "tre tartarughe" per le due province campane.
La lotta all’inquinamento da plastica in Italia accelera e coinvolge sempre più territori. Nella cornice del Teatro Olimpico di Roma, si è svolta la cerimonia di premiazione dei Comuni Plastic Free 2026, il riconoscimento dedicato alle amministrazioni locali che si sono distinte per la gestione virtuosa dei rifiuti e la tutela ambientale. Quest'anno il numero dei comuni premiati è salito a 141, segnando un incremento del 15% rispetto allo scorso anno e un salto enorme rispetto ai soli 49 del 2022.
Le Eccellenze: la carica delle "Tre Tartarughe"
Il premio non è solo un titolo onorifico, ma il risultato di una valutazione rigorosa basata sul contrasto agli abbandoni illeciti e sulla sensibilizzazione dei cittadini. Sebbene siano 141 le città premiate, solo 11 comuni hanno ottenuto il massimo riconoscimento (le "tre tartarughe"):
Campania: Agropoli, Bacoli, Cesa e Pomigliano d’Arco.
Sardegna: Aglientu.
Abruzzo: Bussi sul Tirino.
Sicilia: Camporotondo Etneo.
Puglia: Castro.
Emilia-Romagna: Ferrara.
Molise: Termoli.
Calabria: Tortora.
Un impegno che parte dai territori
Il fondatore e presidente di Plastic Free Onlus, Luca De Gaetano, ha sottolineato l'impatto tangibile di questa rete: "Grazie ai nostri 250mila volontari, abbiamo rimosso oltre 5 milioni di chili di plastica. I piccoli gesti individuali generano un cambiamento reale".
L'evento ha visto la partecipazione del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha ritirato il premio per la Capitale, e i messaggi di sostegno del Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e del presidente dell’ANCI Gaetano Manfredi, i quali hanno ribadito come i Comuni siano il primo, essenziale presidio per la protezione del territorio.
L’allarme scientifico: plastica "invisibile" nel corpo umano
Oltre all’impegno civico, la cerimonia ha acceso i riflettori su una minaccia invisibile: le micro e nanoplastiche. Ennio Tasciotti, direttore scientifico della Onlus e professore all'IRCCS San Raffaele, ha presentato dati inquietanti:
"Oltre il 90% della plastica nel nostro corpo viene respirata. Queste particelle si accumulano negli organi, colpendo duramente il cervello, che a differenza del fegato non può rigenerarsi. La ricerca serve a capire come proteggere le nostre cellule da questi nemici".