Colpo allo spaccio nel Napoletano: 26 arresti tra i clan

I Carabinieri smantellano due organizzazioni criminali a Sant’Antimo e comuni limitrofi, arrestando i vertici legati ai clan Verde e Ranucci.

A cura di Redazione
07 maggio 2026 09:56
Colpo allo spaccio nel Napoletano: 26 arresti tra i clan -
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Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei territori di Sant'Antimo, Sant'Arpino, Casandrino e Grumo Nevano. L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha portato alla luce un fitto sistema di gestione delle piazze di spaccio gestito da due distinti gruppi criminali. Complessivamente sono state notificate ventisei misure restrittive per reati che spaziano dall'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti alla detenzione di droga, con l'aggravante del metodo mafioso.

Le indagini hanno permesso di individuare i capi delle due organizzazioni, identificati in Domenico Ranucci e Michele Cleter, entrambi figure centrali nel controllo dei flussi di narcotici. Mentre Ranucci agiva in continuità diretta con l’omonimo clan, Cleter operava sotto la stretta supervisione di esponenti di spicco del clan Verde, nello specifico Antonio Picciulli e Mario Verde. Questo legame a doppio filo con le realtà malavitose locali garantiva ai gruppi una solida protezione e una gestione capillare del territorio, trasformando diversi comuni dell'hinterland napoletano in veri e propri centri nevralgici per il commercio di sostanze illegali.

Il bilancio finale dell'intervento conta diciotto persone condotte in carcere e otto poste agli arresti domiciliari con l'obbligo del braccialetto elettronico. Gli inquirenti hanno documentato una vasta attività di compravendita che riguardava diverse tipologie di sostanze, tra cui cocaina, marijuana e hashish. La struttura dei gruppi era organizzata in modo tale da garantire una distribuzione costante e sicura, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dall'affiliazione ai clan storici della zona, elemento che ha giustificato l'applicazione delle aggravanti mafiose per quasi tutti gli indagati coinvolti nell'inchiesta.

L'attività investigativa ha dunque reciso i canali di approvvigionamento e smistamento che alimentavano la provincia a nord di Napoli, ristabilendo un presidio di legalità in aree fortemente colpite dal fenomeno dello spaccio. La sinergia tra i reparti dell'Arma e la magistratura ha confermato l'esistenza di un asse criminale ancora molto attivo tra Sant'Antimo e Grumo Nevano, evidenziando come il controllo delle piazze rappresenti tuttora la principale fonte di sostentamento per le fazioni camorristiche locali. Il provvedimento cautelare segna un punto di svolta nel contrasto alle consorterie dei Verde e dei Ranucci nel settore dei narcotici.

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