Cervinara, via Roma ostaggio delle auto: marciapiedi negati

L’amaro sfogo di un residente storico: "In 50 anni mai visto tanto egoismo. Anziani e mamme costretti a scendere in strada per passare".

A cura di Redazione
18 marzo 2026 17:58
Cervinara, via Roma ostaggio delle auto: marciapiedi negati -
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"Vivo in via Roma da cinquant’anni e pensavo di averle viste tutte, ma oggi mi sono dovuto ricredere". Inizia così lo sfogo amaro di un cittadino che, con il cuore rivolto alla sua strada e al suo paese, denuncia un degrado che non è fatto di rifiuti o buche, ma di pura mancanza di senso civico.

Il cuore del problema è il marciapiede di via Roma, trasformato ormai in un parcheggio privato ad uso e consumo di chi ritiene che le regole valgano per tutti, tranne che per sé stessi. Non è solo una questione di divieti infranti: è una questione di umanità e sicurezza.

Il muro invisibile per i più deboli

Le domande poste dal nostro lettore pesano come macigni sulla coscienza della comunità:

  • Un anziano con il deambulatore come dovrebbe passare se il marciapiede è sbarrato da una lamiera?

  • Una mamma con il passeggino deve davvero rischiare la vita scendendo in mezzo alla carreggiata per colpa dell'arroganza altrui?

Via Roma merita rispetto

Via Roma non è solo un’arteria di transito; è un pezzo di storia di Cervinara. Vederla trattata con tale noncuranza ferisce chi quel marciapiede lo calpesta da mezzo secolo. “Amare il proprio paese significa anche rispettarne gli spazi comuni”, scrive il residente, sottolineando come questa sosta selvaggia sia il segnale di un totale smarrimento del senso di comunità.

L’appello alle autorità

Il messaggio è chiaro e diretto a chi ha il compito di vigilare: Cervinara merita di meglio. La speranza dei residenti è che "chi di dovere" inizi a far sentire la propria presenza con controlli costanti, per restituire dignità a una via che non può e non deve essere ostaggio dell'inciviltà.

Il tempo della tolleranza sembra essere finito: via Roma deve tornare ai pedoni, ai nonni e ai bambini.

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