Cervinara. TARI, Casale replica a Lengua: "I conti derivano da gestioni passate"
Il capogruppo risponde alle critiche dell’opposizione sulle tariffe TARI e sui costi del servizio ereditati dal Comune.
A Cervinara si accende il dibattito politico sulla TARI 2026 e sulla gestione del servizio rifiuti in seguito alle recenti polemiche sollevate dai gruppi di opposizione. Per fare chiarezza sui dati di bilancio, sui vincoli normativi ARERA e sulle responsabilità contabili ereditate dalle precedenti gestioni, il capogruppo di maggioranza Giuseppe Mario Casale è intervenuto con una nota ufficiale a un mese e mezzo dall'insediamento della nuova Amministrazione.
Di seguito pubblichiamo integralmente la nota diffusa dal capogruppo Giuseppe Mario Casale:
Abbiamo letto le dichiarazioni dell’opposizione sulla TARI e crediamo sia necessario fare qualche precisazione. Non tanto per alimentare una polemica, quanto perché quando si parla di tasse e di soldi dei cittadini bisogna raccontare le cose per come stanno, fino in fondo.
Partiamo da un dato molto semplice: questa Amministrazione si è insediata da appena un mese e mezzo. Pensare di attribuirle oggi costi e problemi che vengono da lontano significa ignorare quello che è successo negli anni precedenti.
Si rivendica, ad esempio, la riduzione della TARI dello scorso anno. Ma sarebbe corretto ricordare anche come si arrivò a quella riduzione. Una parte del risparmio derivò da una nota di credito di Irpiniambiente, legata alla rideterminazione di alcune quote relative al conferimento dei rifiuti. Quel risparmio si riversò poi sul costo della TARI.
Quindi nessun miracolo amministrativo. Se si racconta un risultato, bisogna raccontare anche da dove nasce.
Quest’anno la situazione è diversa. Il costo del servizio rifiuti non è una cifra che il Comune decide a proprio piacimento. Il Piano Economico Finanziario viene determinato secondo regole precise stabilite da ARERA e validato dall’ATO. Per il 2026 è stato validato un importo massimo di 1.844.469 euro. L’Amministrazione ha applicato le detrazioni possibili, per circa 90.899 euro, portando la somma effettivamente caricata sulle utenze a 1.753.571 euro.
E allora una domanda viene spontanea.
Cosa avrebbe fatto la precedente Amministrazione se fosse stata ancora alla guida del Comune?
Avrebbe ignorato il PEF validato? Avrebbe deciso di non coprire integralmente i costi del servizio, andando contro quanto previsto dalla normativa? Oppure, molto più semplicemente, si sarebbe trovata ad affrontare gli stessi numeri che oggi contesta?
Perché è troppo facile lasciare i problemi sulla scrivania e, mesi dopo, passare dall’altra parte del tavolo per protestare contro chi quei problemi li ha trovati.
Ci sono poi altri numeri sui quali sarebbe utile confrontarsi.
La raccolta differenziata è oggi intorno al 57%. Un dato che deve assolutamente migliorare, perché una differenziata insufficiente significa anche maggiori costi di conferimento e, alla fine, maggiori costi per il servizio.
C’è poi il problema della riscossione: risultano ancora 574.665 euro non pagati sulla TARI 2024. Non lo diciamo noi: sono dati riportati nella documentazione e richiamati anche nelle osservazioni del Revisore, che invita proprio a migliorare raccolta differenziata e capacità di riscossione per ridurre progressivamente i costi. Sono problemi che certamente non possono essere nati in un mese e mezzo.
Dopo anni al governo del Comune, presentarsi oggi come semplici spettatori dei problemi lasciati in eredità è un esercizio di memoria selettiva che i numeri smentiscono.
Anche sulla rottamazione sarebbe opportuno evitare slogan.
La nuova disciplina offre una possibilità di pagamento molto più ampia, arrivando fino a 36 rate bimestrali, con l’obiettivo di consentire a più cittadini di regolarizzare la propria posizione e, nello stesso tempo, permettere al Comune di recuperare somme che altrimenti rischierebbero di rimanere ancora per anni nei residui.
Poi, tra qualche tempo, saranno i numeri a dire se questa scelta avrà funzionato meglio o peggio di quelle precedenti.
Le critiche dell’opposizione sono legittime, ci mancherebbe. Ma sarebbe altrettanto corretto ricordare che chi oggi critica ha amministrato Cervinara fino a pochi mesi fa.
Non si può essere amministratori fino a ieri e presentarsi oggi come se nulla di ciò che abbiamo trovato vi riguardasse.
Noi abbiamo scelto un’altra strada: lavorare per aumentare la raccolta differenziata, rafforzare i controlli, recuperare quanto non riscosso e cercare di ridurre progressivamente il costo del servizio.
Le polemiche durano qualche giorno. I numeri, invece, restano.