Cervinara: se lo "Sfizio" diventa un programma elettorale.
C’è un virus silenzioso che attraversa le strade di Cervinara, più pericoloso di qualsiasi crisi economica o isolamento geografico. Non si cura con i vaccini, ma con un bagno di umiltà che sembra non...
C’è un virus silenzioso che attraversa le strade di Cervinara, più pericoloso di qualsiasi crisi economica o isolamento geografico. Non si cura con i vaccini, ma con un bagno di umiltà che sembra non arrivare mai. È la politica dello "sfizio": quell’ossessione barbara di voler distruggere l’avversario, non per fare meglio di lui, ma per il gusto perverso di vederlo cadere. A Cervinara spesso non si vota "per" qualcosa, si vota "contro" qualcuno. La scheda elettorale diventa un’arma impropria per regolare vecchi conti di famiglia, screzi nati al bar o sgarbi subiti decenni fa. Quando l’azione amministrativa viene mossa dall’odio personale, il risultato è matematico: immobilismo e opportunità perse.
L'Odio è un Debito che Pagano i Nostri Figli
Il pericolo più grande dell’odio personale è la sua capacità di generare macerie sociali. Chi governa per "togliersi uno sfizio" non sta costruendo un ponte, una scuola o un servizio; sta solo alimentando un incendio che brucerà anche chi lo ha appiccato. L’odio chiama odio, la ritorsione chiama ritorsione, in un ciclo infinito che condanna Cervinara alla mediocrità.
"Un paese che vive di ripicche è un paese che ha smesso di guardare al futuro per guardarsi allo specchio, cercando i segni di una vittoria che, in realtà, è una sconfitta collettiva."
È ora di dire basta. È ora che i cittadini chiedano ai loro rappresentanti: "Oltre all'odio, cos'avete in tasca?". Togliersi lo sfizio di vedere l'altro sconfitto dura lo spazio di una serata elettorale; il peso di una cattiva amministrazione dura anni. Cervinara merita di più di una guerra tra bande. Merita una classe dirigente che abbia il coraggio di stringere la mano all'avversario per il bene comune, seppellendo l'ascia di guerra sotto il peso della responsabilità.
La vera vittoria non è umiliare l'altro, ma rendere Cervinara un posto dove restare è un privilegio, non un sacrificio.