Cervinara. Mi piange il cuore per la chiusura del Panificio di Joffredo.

(Franco Petraglia) Come vecchio figlio di questo antico borgo di Joffredo-Castello, abituato ad ascoltare il battito della mente e del cuore di questo lembo di terra, non potevo far passare inosservat...

29 gennaio 2025 18:18
Cervinara. Mi piange il cuore per la chiusura del Panificio di Joffredo. -
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(Franco Petraglia) Come vecchio figlio di questo antico borgo di Joffredo-Castello, abituato ad ascoltare il battito della mente e del cuore di questo lembo di terra, non potevo far passare inosservata questa notizia sconcertante: la chiusura dello storico panificio di Joffredo, che ha creato profondo dispiacere nei clienti più affezionati, ma più in generale in tutti i residenti di Cervinara. Questo panificio è stato per tantissimi anni il punto di ritrovo delle persone del posto, che con il” pretesto” dell’acquisto quotidiano del pane, si ritrovavano per una chiacchierata davanti al bancone. Il panificio, come il bar, è infatti da sempre stato luogo di inclusione sociale. Va ricordato che ogni giorno, grazie al panificio di Joffredo, durante l’emergenza alluvionale del 16 dicembre 1999 sono stati distribuiti quintali di pane alla popolazione duramente colpita. Ritengo pleonastico rimarcare l’importanza di questo bene prezioso. Il pane è molto di più di un semplice alimento: rappresenta cultura, storia e tradizione. Dai tempi antichi è stato un elemento fondamentale nella dieta quotidiana, simbolo di condivisione e abbondanza. Ai miei tempi si faceva attenzione a non sprecarlo e a verificare che non ne cadessero dei pezzi per terra. Per avere un tozzo di pane sul tavolo bisognava sudare! Mio padre, buonanima, ne sa qualcosa! Il mio pensiero va a tante persone del borgo, specialmente anziani e vecchi, che sono costrette ad andare lontano per approvvigionarsi di questo elemento essenziale. L’auspicio è che la storia di questo panificio , punto di riferimento imprescindibile per gli abitanti di Joffredo e per il paese, possa continuare attraverso “ le mani” di altri, per non  mettere la parola fine al profumo delle tradizioni. Spero che il patrono dei panettieri, sant’Onorato di Amiens, ci venga in soccorso!

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